E Mendrisio si fa donna

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E bravi a Mendrisio, dove hanno inaugurato altre sei vie a personalità femminili. E se non si chiama ancora “Mendrisia” la città momò ha però certo dato il buon esempio. 

Iniziative, quelle di intitolare le vie a personalità femminili, fino a ieri quasi completamente assenti dalle toponomastiche cittadine, sono sempre più frequenti.  

L’anno scorso era stata Bellinzona, città abbastanza sensibile alla questione, a dedicare due strade del centro storico alla partigiana Lucia Buonvicini-Pizzigaglia, partigiana attiva durante la Seconda Guerra Mondiale lungo la frontiera con la Svizzera, e di Ada Martinoli, ex municipale giubiaschese, insignita della medaglia “Dunant” nel 1977.

Lugano invece, risulta ancora poco woman friendly, è infatti del marzo di quest’anno, un’interpellanza del partito socialista, a firma di Elena Rezzonico, che scriveva:

“Molti Comuni svizzeri hanno dato risalto a donne meritevoli nel loro stradario, in particolare Ginevra nel 2019”. Anche Mendrisio si è mossa quest’anno, intitolando una piazza e sette vie in occasione della Giornata internazionale della donna l’8 marzo.”

Lugano in questi anni ha infatti regalato solo una misera gradinata di Breganzona a Federica Spitzer, testimone dell’olocausto.

Mendrisio invece, col vento in poppa, sta femminilizzando le sue vie. E se a molti può sembrare una questione insulsa, bisogna spiegare che in fondo è invece proprio con queste cose che capiamo quanta considerazione danno un comune o una collettività, alla questione femminile o anche solo alle proprie concittadine meritevoli (e ce ne sono a bizzeffe). 

Un cambiamento di pensiero, che ci permetta di passare da Piazza Guglielmo Canevascini, a Via Carla Agustoni, per comprendere quanto hanno fatto alcune persone per la collettività. Perché una città, è costruita dall’abnegazione, dalla passione e dal coraggio di gente che ha contribuito a costruirla, farla progredire, proteggerla. A quarant’anni dall’articolo costituzionale sull’uguaglianza, mentre in piazza a Bellinzona le donne si mobilitano a ricordare lo sciopero delle donne, Mendrisio onora le proprie figlie: 

Ersilia Fossati, Erminia Macerati, Maria Bernasconi, Sara Radaelli e Maria Ghioldi-Schweizer.

Il nobile scopo del borgo è rendere omaggio a personalità importanti che hanno segnato la vita del mendrisiotto, un progetto di “vie al femminile”, sottoscritto da tutti i partiti, che quando c’è da fare operazioni cosmetiche sono tutti compatti, un po’ meno in sede elettorale quando le donne bisogna candidarle o eleggerle. 

Oggi comunque non è giorno di polemica. Brava Mendrisio

Per chi fosse interessato alle iniziative messe in atto ieri, e che supponiamo proseguiranno negli anni a venire, rimandiamo al sito “nateil14giugno.ch”

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