Il coltellino svizzero della California

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Allucinante, assurdo e incredibile: la folle sentenza di un giudice californiano ha ufficialmente cancellato il bando sui fucili d’assalto – tipo i micidiali AR-15 e AK-47 – disinvoltamente paragonandoli a tranquille armi di esigua insidiosità, così simili nella struttura e nelle filosofia offensiva al coltellino dell’esercito svizzero.

“Un’arma di difesa utile per proteggere la propria abitazione e la propria patria”, recita il dispositivo del magistrato nemico di sciocche restrizioni federali. 

Dopo l’illuminata performance giuridica, ispirato al punto di sognare una California dove il sistema di alimentazione partendo dagli infanti funzioni con deliziosi omogeneizzati e caricatori da 100 pallottole,  l’uomo di legge si è gonfiato come un tacchino del Giorno dell’ Armamento, concentrandosi piamente su calci e canne zigrinate, tassi di fuoco, scatole e scatoloni di proiettili e caricatori a vuoto da riempire come mamma comanda.

I fucili AR-15 sono estremamente maneggevoli e leggeri e godono di un livello di precisione più elevato rispetto all’ AK-7, per altro considerevolmente più economico, e perciò così compatibile con le tasche di uno squattrinato al quale monti la mosca al naso per andarsene a caccia di cervi o per deflagrare nella illegittima offesa, un pò a caso è un pò alla cacchio, magari in un emporio, in un cinema, in un pub o più didatticamente in qualche pubblica scuola.

I gemellini del coltellino dell’esercito svizzero garantiranno scorrerie in stile Kalashnikov, promuovendo quelle polpute stragi che seguitano a insanguinare l”America, in una progressione geometrica pullulante di aggeggi a raffreddamento ad aria, alimentati a gas e adornati con vezzosi bulloni a serratura rotante. (leggi qui sotto)

Tutto ciò sotto il deciso patrocinio del protocollo repubblicano, mentre l’amministrazione Biden risulta impegnata nell’ennesimo tentativo di calmierare sparatorie e ammazzamenti di massa, omologati dalla Casa Bianca  come “una vera e propria epidemia e una vergogna nazionale”  (leggi qui sotto)

Per tornare a bomba sulla soppressione della regola che vietava i fucili d’assalto, il pervicace giudice favorevole alle liberalizzazioni che favoriscano sane decimazioni ha definito un vecchio obsoleto divieto del 1989 “incostituzionale perché il governo di uno stato non è libero di imporre ai cittadini le sue scelte politiche quando queste riguardano i diritti costituzionali”.

Appellandosi al secondo emendamento che sancisce ferocemente il possesso di armi di fuoco e il diritto alla difesa, il togato che schiaccia l’occhio ai lobbisti e ai proprietari di premiate armerie, ha provocatoriamente ampliato le sue contorte e deliranti argomentazioni con una glossa tipica di chi sa di farla grossa: “Qui non stiamo parlando di bazooka,  cannoni o mitragliatori , ma di ordinari fucili moderni e popolari”.

Pare che non abbia fatto alcun riferimento ,bontà sua, a candelotti di dinamite e a eleganti mine formato famiglia, limitandosi a pompare l’apologia del discutibile parallelo con il coltellino dell’esercito svizzero.

Un attrezzo così utile e duttile, con la sua lama a goccia e le giocose opzioni di forbici, pinzette, apribottiglie, stuzzicadenti, cavatappi e cacciaviti. Una ridda di varianti assolutamente adatte a garantire alla California l’inviolabile diritto alla difesa, non trascurando ovviamente il complementare aiutino degli AR-15 e degli AK-7.

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