La dittatura cinese non è un gioco

Pubblicità

Di

Con il comunismo cinese, i giovani si distaccheranno da quei dannati telefonini. I cinesi riescono in un batter d’occhio dove schiere genitoriali falliscono in Occidente da decenni. Stop ai videogiochi per più di un’ora e mezza al giorno.

L’annuncio è di quelli molti disperati genitori vorrebbero vedere anche da noi: la Cina annuncia un nuovo sistema di registrazione dei tempi di gioco per tutti i giocatori. Legioni di mamme e papà preda delle brame giocherecce dei figli, incapaci e inermi complici e osservatori del degrado cerebrale dei pargoli, saluterebbero con un sospiro di sollievo cotanta imposizione dall’alto.

Ma vediamo di che si tratta: dell’estensione di un sistema esistente che limita la quantità di tempo e denaro che i minori possono spendere giocando a giochi mobili.

Il sistema, chiamato “Online Game Anti-Addiction Real-name Authentication System”, è entrato in vigore nel febbraio 2021, e si basa sul numero di identificazione nazionale che tutti in Cina ricevono dal governo.

Il sistema è rivolto a limitazioni temporali e orarie del tempo di gioco su dispositivi mobili: 

Per esempio, i minori di 18 anni non possono giocare tra le 22 e le 8 del mattino, e possono cimentarsi solo per 90 minuti al giorno durante la settimana e 180 minuti durante il week end o le vacanze. 

Roba che da noi ci sarebbero crisi epilettiche di infanti in mezzo alla strada in crisi d’astinenza da videogiochi.

Comunque, la nuova versione di questo sistema richiede a tutte le aziende di giochi di convalidare l’ID attraverso una rete governativa ufficiale e il tempo di gioco dovrà essere registrato per tutti i giocatori indipendentemente dall’età. 

I cinesi, che tutto sono fuorché scemi, ottengono due piccioni (o due anatre laccate) con una fava. Da una parte evitano ai loro giovani di scartabellarsi il cervello a furia di videogiochi, dall’altra colpiscono le aziende con sede all’estero, che in particolare sull’App Store di Apple, hanno auto-pubblicato i loro giochi.

Questa ennesima rivoluzione culturale, entrerà in vigore il 1° giugno 2021, e tutti i giochi non vidimati dalla rete governativa diventeranno da quel momento illegali.

Potete dire quello che volete, ma i cinesi sono avanti. Tanto avanti. E soprattutto non devono confrontarsi con l’elefantiaca lentezza della democrazia diretta, per cui una legge del genere dovrebbe passare attraversi il vaglio di Consiglio nazionale e Gran consiglio, scontato referendum, voto, rireferendume rivoto dopo qualche anno…nel frattempo generazioni di gamer col cerebro fritto si aggirerebbero come zombie per le nostre città.

Come vedete a volte la dittatura ha i suoi vantaggi. Sarà poi la storia a farci capire se avevamo ragione noi o i cinesi, anche perché a volte troppa libertà può far male…

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!