Lavorare non è un gioco per bambini

Pubblicità

Di

Di Alberto Maria Baggi

Anche quest’anno, il 12 giugno, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, l’Organizzazione internazionale del lavoro e l’UNICEF hanno snocciolato le cifre di una piaga ben lontana dall’esser stata estirpata. Secondo le loro stime nel mondo ci sono grossomodo 160 milioni di bambini, tra i cinque e i diciassette anni d’età, costretti a lavorare. Un esercito di bambini, pari a 19 volte la popolazione svizzera, che si spacca la schiena – e non solo quella – per pochi centesimi al giorno, quando va bene.

Milioni di bambini che devono abbandonare i banchi di scuola, sempre che ne abbiano mai visto uno, perché sono costretti a lavorare, anche ben oltre le 12 ore al giorno e il più delle volte in condizioni estremamente rischiose per la propria salute. Considerando poi il loro spirito di adattamento, la loro agilità e statura si ritrovano spesso a scavare nei cunicoli stretti e bui delle miniere da cui si estraggono i metalli rari che poi si vengono utilizzati nell’assemblaggio dei nostri telefonini. Ma questo è soltanto uno dei casi che dovrebbero farci riflettere.

Ci sono bambini che vivono e lavorano in mezzo a enormi cumuli di rifiuti in discariche a cielo aperto, nelle fabbriche in cui vengono usati prodotti chimici tossici oppure in agricoltura a contatto con ogni tipo di pesticida. Milioni di ragazze sono costrette a sgobbare gratuitamente come domestiche, esposte allo sfruttamento e ad abusi anche di natura sessuale. Perché le violenze e gli orrori che si trovano a dover subire talvolta superano anche la più macabra e miserabile fantasia. Il lavoro minorile torna a crescere con la crisi globale innescata dal Covid.

Il progresso verso l’eliminazione del lavoro minorile ha subito una battuta d’arresto per la prima volta in 20 anni, invertendo la tendenza al ribasso che lo aveva visto diminuire di 94 milioni tra il 2000 e il 2016. Eppure, malgrado la stragrande maggioranza della popolazione mondiale e in particolare i più poveri stiano accusando il contraccolpo inferto loro dalla pandemia, anche nel 2020 la ricchezza mondiale è cresciuta e i sono più d’uno i miliardari che hanno visto i loro patrimoni schizzare alle stelle.

Nel mondo milioni di bambini lavorano per contribuire al reddito delle proprie famiglie. Perché, proprio come capitava un tempo nelle nostre valli, il lavoro minorile è legato a doppio filo con la miseria di chi, pur di avere qualche centesimo in più per vivere è disposto a tutto. Anche di far lavorare, se non addirittura vendere, i propri figli. Ma il lavoro minorile non ha nulla a che spartire con il dare una mano in famiglia. Soprattutto quando pregiudica l’istruzione, lo sviluppo e la salute fisica e mentale di un bambino che come tale dovrebbe essere trattato. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!