L’impresa di una nonna per le donne

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Più che una aderente alla corrente del femminismo radicale, che per altro assicura di avere ben studiato, Giuliana Baldinucci si definisce una femminista corrente. Insegnante di matematica in pensione che  corre , con i suoi 73 anni portati in giro con uno zaino in spalla e con due scarponcini ai piedi,  scarpinando per circa duecento chilometri misurati fra viottoli, sentieri, tratturi, strade e viuzze , da Gubbio a Roma, sospinta dalla finalità di raccogliere fondi per alcuni centri antiviolenza.

La sua è stata definita, forse con un cicinin di taglio retorico ma con pertinente attinenza  “L’impresa di una nonna per le donne” , compiuta per il piacere di camminare ma soprattutto per il forte desiderio di aiutare finanziariamente alcune realtà che ospitano situazioni di casi alla deriva, marchiati dal disagio femminile .

Dopo una vita di attivissimo impegno e di generoso coinvolgimento sociale, la Baldinucci podista si è pervicacemente cucita addosso una fase di pensionamento totalmente dinamico, carico di una inesausta tensione volta a comunicare al mondo delle quote rosa, con frequenza permanente, un messaggio semplice ed efficace: 

“Siano convinte della loro forza, abbiano più fiducia in se stesse e facciano sempre quello che ritengono giusto”.

Giuliana ha marciato con tenacia , dosando le sue tappe spesso scomode e impegnative nell’arco di due settimane non prive di contingenze piuttosto complicate: una sera burrascosa si è risolta grazie all’intervento dei vigili del fuoco, allertati dal figlio della maratoneta che aveva smarrito le giuste coordinate del tragitto, senza per altro incappare in lupi cattivi nel vagabondare in una impervia zona in prossimità di Spoleto.

Il frangente più ostico ma non certo da resa definitiva? Certamente: “Quello da Piediluco a Rieti, in mezzo a una stradina sterrata senza un albero che fosse un albero “, un’afa spietata e nessun gregario a passarle una borraccia, un cubetto di ghiaccio da far scivolare sulla nuca.

“Alla sera sono crollata”, ha confessato la protagonista, peraltro rincuorata in quella circostanza da un ragazzino che le ha donato un mazzo di fiori campestri e da una robusta pratica signora che ha pensato bene di rifocillarla con un mega panino alla porchetta e un paio di  bicchieri di vino rosso versato a tutto bordo.

“Mi sono detta, mentre gustavo quel nettare rigenerante, che il senso di gioia che dona il succo di Bacco non è poi così dissimile dalla gratificante impressione  di conquista che ti trasmette una raccolta di fondi per il non profit: sono due stati d’animo che esaltano la sovrapposizione di cause giuste,diverse ma convergenti “.

Dopo aver consumato come si deve le suole ed essersi procurata un certo corollario di  duroni ai piedi surriscaldati, la nonnina femminista è stata ospitata, una volta approdata a Roma, alla Casa Internazionale delle Donne.

“In fondo non ero sola, avevo con me il supporto di persone care” , ha confidato  Giuliana riferendosi alle piallate nodosità dell’antico irrinunciabile bastone di famiglia,  usato ai tempi dai suoi genitori nell’investigazione dei covi di funghi  porcini.

” E poi gli incontri. Casuali e cordiali lungo i sentieri ma ogni occasione è stata buona per parlare della mia impresa e di tante vicende di donne abusate. Ho conosciuto una umanità empatica e generosa .”

La ex insegnante di matematica, diversamente giovane e immensamente altruista, ha dormito all’aperto sotto lune sulfuree, in ostelli alla buona e perfino in un monastero dove il frate dell’orto traeva dalle maniche del saio le lattughe delle meraviglie : 

“Non ho mai  provato  la punzecchiatura della solitudine. Non c’era il tempo di sperimentarla, dentro queste magie.” 

Le risorse raccolte andranno  a favore della associazione “Liberamente donna” che gestisce svariati centri antiviolenza a Perugia e a Terni.

Alla scontata domanda dell’immancabile cronista 

“Quale sarà il suo prossimo itinerario solidale? “ è seguita una risposta ironica e frizzantina, forse inaspettata “Devo ancora decidere. Ma sarà solidale con l’ausilio di bicicletta a pedale”.   

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