Olimpiadi, è tardi per dire no

Pubblicità

Di

Questa Olimpiade non s’ha da fare. Ad averlo espresso con fermezza e con appelli ripetuti nel corso delle ultime settimane non c’è stato solo l’ordine dei medici giapponesi, medici di un paese ancora in piena emergenza Covid, ma la stragrande maggioranza della popolazione. Stando ai sondaggi la percentuale di contrari ai Giochi olimpici è attorno all’80%. Eppure Seiko Hashimoto, presidente del comitato organizzatore di Tokyo 2020, nel corso di un’intervista con la stampa nipponica ha detto che la possibilità di cancellare o di rinviare nuovamente le Olimpiadi a causa della pandemia non è più tra le opzioni percorribili. I Giochi ci saranno. Punto e stop.

Del resto il governo giapponese ha già investito 15 miliardi di dollari e, a non avere dubbi, a essere sulla stessa lunghezza d’onda delle autorità locali c’è pure il Comitato olimpico internazionale. Il 23 luglio si parte. La trentaduesima rimarrà comunque un’edizione azzoppata. Segnata dalla pandemia. Che non ha neppure del tutto escluso, qualora fosse necessario, che questa festa sportiva si celebri “a porte chiuse”. 

“Se durante l’Olimpiade dovesse verificarsi un’epidemia che equivale a una crisi o a una situazione d’emergenza, dobbiamo essere preparati ad avere questi Giochi senza spettatori. Nessun fan internazionale sarà ammesso quest’estate: è stata una decisione molto dolorosa non avere spettatori stranieri presenti, ma necessaria per garantire un evento sicuro e protetto”, ha fatto presente Hashimoto.

Le tegole cadute in testa a questa sciagurata edizione non riguardano però solo il pubblico locale o l’assenza di quello straniero. Ben diecimila volontari degli ottantamila selezionati hanno deciso di gettare la spugna e di non partecipare alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo. Oltre che per paura del Covid, anche per le frasi sessiste, dette dall’ex presidente del comitato organizzatore Yoshiro Mori, contro le donne.

Eppure la macchina dei soldi non si può più fermare. E poco importa se, per l’ennesima volta, i medici del Giappone hanno sottolineato come “non è normale avere le Olimpiadi in una situazione come questa”. In una nazione che vede vaccinato soltanto il 5% della popolazione e sta portando avanti una campagna d’immunizzazione della popolazione che va ancora troppo a rilento. 

Intanto però si ospiteranno 90.000 persone provenienti da tutto il mondo. Atleti, media, sponsor, funzionari e personale di supporto. Con il concreto rischio di mettere ancor di più sotto stress il sistema sanitario nazionale. Ma poco importa se la situazione rimane imprevedibile, quel che conta è assicurarsi che lo spettacolo si svolga regolarmente. Un sorriso, un inchino e poi tutti in scena.  

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!