“Quando tornerò”: storie di donne invisibili

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Un tema poco trattato eppure … Marco Balzano affronta l’abbandono per accudire gli abbandonati ricchi. Le badanti dell’est, qui e ora.

Il senso di colpa più doloroso ? È quando ti accorgi che buttando tuto te stesso per aiutare una persona, lontana e sconosciuta, vai a creare lo stesso problema ai tuoi affetti più cari. Riuscendo a peggiorare la situazione di partenza.

Accade a Daniela che, in una notte anonima, sale sul nuovo bus della speranza, quello che la porterà dal misero paesino di campagna rumeno alle luci della “ricca” Milano. Come hanno fatto tante nella sua situazione, va a “fare la badante”. Cioè accudire chi viene tralasciato dalla nostra benestante società: vecchi, bambini, casi problematici. Lei è sposata ad un nullafacente ed ha due figli: una quasi donna che riesce forse a cavarsela ed un quasi adolescente che, proprio in questo suo momento esistenziale, non può essere abbandonato ad una presunta libertà. “Tu mi hai lasciato!”, rivendica con rabbia al telefono il ragazzo nelle chiamate delle prime settimane, poi … . Poi non basta il rientro a casa ogni due mesi di Daniela con i suoi regali (piccola elettronica, felpe di marca…), non basta nemmeno al marito che, nel frattempo, pensa di andarsene anche lui (“camionista in Russia“, dice… , ma de facto svanito). I ragazzi “crescono” praticamente soli. E, nelle piccole comunità dell’est, sono tanti i ragazzi a vivere una simile crescita. “È impressionante: in questi paesini si vedono solo ragazzi, vecchi e qualche uomo sfaccendato: sono comunità senza donne“, ha dichiarato lo stesso Balzano che, prima di affrontare questo romanzo, si è recato di persona in Romania. 

Davvero un bel libro quello di Marco Balzano, negli ultimi tempi una delle voci più interessanti della narrativa italiana. Da una decina di anni (da “Il figlio del figlio”, del 2010, ed. Sellerio) propone a ritmo biennale un titolo più interessante dell’altro. “Quando tornerò” è il nuovo ed è uno dei romanzi più belli di questo 2021, per singolarità di tema e lucidità espressiva.

La scrittura di Balzano affascina e prende perché semplice e incisiva. Il romanzo è suddiviso in tre parti, con tre voci narranti per i diversi punti di vista. Ad iniziare è Manuel, il figlio che ha maggiormente pagato la furtiva partenza di Daniela (se ne è andata senza dire nulla a nessuno!, “come una ladra“). Il suo è un periplo disperato, fatto di conquiste futili (che libertà è quella di marinare la scuola, ubriacarsi, e scorrazzare su di un motorino truccato?) e che termina come peggio non potrebbe: paralizzato sul letto di un ospedale. Costringendo la madre ad un rientro veloce, con il timbro finale quando, al suo capezzale, confesserà tutta la sua esperienza milanese, chiedendosi se si può ancora considerare madre. Il suo, quello di Daniela, è dolore allo stato puro. Infine tocca ad Angelica, la sorella maggiore cui è stata addossata l’ ingiusta responsabilità del “dare un occhio al fratellino”. E anche qui sono sensi di colpa. Lei riesce a conquistarsi una normalità fisica ma la domanda di fondo, “ne è valsa la pena?”, le rimane senza risposta. Significativi i titoli dei tre capitoli: “Dove sei“, “Lontana” e “Boomerang“. 

Un merito supplementare di “Quando tornerò” è quello del portare alla luce un fenomeno, quello delle badanti, che viene “segretato” dalla nostra società, magari anche per falsi scrupoli di coscienza. E per gli “orfani bianchi” abbandonati … . Nella realtà Marco Balzano affronta e propone un problema enorme perché, dati statistici alla mano, il 70% degli emigranti economici è costituito da donne. Di questo però non si parla, o molto poco. Meglio nascondere? 

“Quando tornerò”, 2021, di MARCO BALZANO, ed. Einaudi, 2021, pag.197, Euro: 18,50.

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