Te lo do io l’Indipendence Day!

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Gli ufo esistono? A noi che siamo cresciuti tra spade laser e alieni cannibali che ci escono allegramente dalle trippe, la risposta sembra ovvia. Certo che ci sono, e molto probabilmente tramano nell’ombra per farci la festa. 

Perché, alla fine, diciamocelo fuori dai denti: ci piacerebbe un botto che gli alieni ci fossero, e se del caso a un’invasione ci pensiamo dopo. Oggi è la desecretazione dei documenti dell’aeronautica USA a ridar fuoco alle polveri di ufologi e compagnia, a cui non sembra vero di ricevere conferma che: 

“ SÌ. Vabbé…non sappiamo cosa fossero e non possiamo escludere che fossero degli UFO”.

Apriti o cielo ( è proprio il caso di dirlo), valanghe di scettici si trovano di botto di fronte a una realtà che, se non conferma l’esistenza di cervelluti e piovreschi alieni, non è nemmeno in grado di spiegare certi avvistamenti. 

È anche vero che il non sapere cosa fosse quel piattello che filava velocissimo in cielo a 5 chilometri di distanza, non significa in automatico che l’impero esista e cerchi di colpire ancora. Comunque, il 25 giugno, Il documento ufficiale dell’intelligence USA sugli oggetti volanti non identificati (Ufo) o Unidentified Aerial Phenomena (Uap), dovrebbe essere consegnato al congresso (guarda il video).

A noi profani, vedere minuscoli pallini sfrecciare su fondo grigio o frittelle sfocate, non evoca grandi emozioni, eppure qualcosa briga negli abissi dello spazio.

Secondo indiscrezioni del New York Times: “Non c’è alcuna prova” che i fenomeni aerei che hanno per testimoni personale militare aereo e marittimo siano riconducibili ad “astronavi aliene”. Ma non c’è nemmeno una prova del contrario. Insomma giraci in giro, siamo al punto di partenza.

Di una cosa gli USA sono certi, non è roba loro. Potrebbe essere teconologia sperimentale russa o cinese? Altra ipotesi ultragettonata che ci riporta al punto di partenza, anche perché i cinesi, se sono loro, di certo non ce lo vengono a dire e men che meno i russi.

D’altronde palle di luce, dischetti che spariscono improvvisamente o sigari che volano a mllemila chilometri orari, non sono facili da spiegare. C’è da dire che nel paleolitico anche i fulmini erano difficile da spiegare e ora sappiamo che non c’era Zeus che si divertiva a friggere i suoi adoratori meschinamente costretti alle pendici dell’Olimpo. Erano semplici fenomeni elettrici. Fenomeni che col passare dei secoli e con il progredire della scienza, siamo riusciti a spiegare.

Resta il fatto incontrovertibile, che in alcuni dei 120 avvistamenti, il comportamento degli oggetti non identificabili non ha riscontro in una tecnologia conosciuta. Lo stesso ex presidente Obama ha recentemente detto in televisione: “Ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano”.

Insomma, detto paro paro si brancola nel buio.

Nel frattempo, nel silenzio del profondo spazio, nascoste da gelide galassie, stormi di astronavi aliene attendono con calma il loro momento. Perché se la vita si è sviluppata ovunque con gli stessi parametri nostri, i tizi la fuori non sono gentili e consapevoli, ma una torma di semianalfabeti funzionali che ragionano con la pancia, e allora altro che indipendence day!

Se ci va bene ci useranno come concime per un ecosistema alieno che ricoprirà la terra in un batter d’occhio, fino alla prossima invasione, che si sa: c’è sempre qualcuno più prepotente che prima o poi ti invade.

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