Via le Birkenstock dal comune!

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Un monumento, o perlomeno un gemellaggio, si dovrebbe fare col fantomatico e celebre comune di Bugliano. Il borgo toscano inesistente, che però imperversa su Facebook con la sua pagina, è continua fonte di buffe iniziative.

Una delle ultime, in ordine di tempo, è un invito che ci sentiamo di condividere, soprattutto come abitanti del sud della Svizzera. Leggiamo direttamente dalla pagina:

“VIETATO USARE LE BIRKENSTOCK SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE

Il nostro eccelso sindaco dott. Fabio Buggiani, dopo aver ascoltato attentamente il parere del medico dott. Giorgio Mantrugiani della Misericordia di Bugliano, ha firmato un’ordinanza comunale che vieta l’uso delle calzature Birkenstock su tutto il territorio comunale di Bugliano (PI).

Secondo il dott. Giorgio Mantrugiani le Birkenstock lascerebbero traspirare il virus COVID19 dalle piante dei piedi contagiando le persone nel raggio di 5 metri. Inoltre, le Birkenstock sono le calzature preferite nella cultura “Hipster”, pericolosa e ambigua.

Anche la sicurezza è stata determinante nell’emissione di quest’ordinanza: ci si inciampa rischiando le fratture agli arti inferiori.

Pertanto chiunque venga beccato a camminare con le Birkenstock rischia una multa di € 129,50 e il sequestro delle calzature ambigue per un mese presso il deposito municipale di Bugliano.”

Per buona misura, qui sotto riproduciamo l’ordinanza municipale, che mette all’indice le teutoniche calzature che, se sommate al calzino bianco, creano uno stato permanente di orrore puro nel ticinese.


Anche perché, essendo talmente poco sexy, comportano un immediato calo della libidine e conseguente calo demografico. Se vogliamo salvare la nostra Terra, bandire le Birkenstock è un dovere civico.

Apprezziamo questo primo passo degli amici toscani, convinti però che si possa fare di più. Al divieto delle Birkenstock, dovrebbe aggiungersi la proibizione di calzare le Crocs, che ormai hanno decorticato gli zebedei, per non parlare dei sandaletti di gomma per entrare in acqua o delle adilette a strisce.

Auspichiamo un dress code che dovrebbe anche veder banditi i pantaloni a pinocchietto coi laccetti, le camicie a fiori insulse e gli occhiali da vista con le lenti oscurate che si possono sollevare e abbassare.

Dovrebbe inoltre essere proibito ordinare una pizza in quattro o solo una porzione di patatine fritte, che la nostra ristorazione non è mica il fatebenfratelli.

Ringraziamo e condividiamo comunque la coraggiosa iniziativa del comune di Bugliano, terra d’artisti e di fini esteti, che hanno finalmente sancito l’obbrobriosità dei nordici sandali.

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