Bisogna saper perdere

Pubblicità

Di

Che l’Inghilterra abbia perso la finale degli Europei è un fatto. Eppure sembra che gli inglesi non riescano proprio a darsi pace, a farsene una ragione. Del resto quando ti tatui la coppa prima di averla vinta, poi è difficile cancellarla, lo è soprattutto se hai perso e hai fatto tutto quello che avresti potuto fare per farti odiare e fare la figura del fesso. Di più, del pezzente. Andando dagli insulti razzisti ai tuoi stessi giocatori, rei di essere di colore e di aver sbagliato a calciare un rigore, fino ad arrivare a una ridicola raccolta firme, per rigiocare Inghilterra Italia.

Sì, siamo ormai arrivati a un tale livello di scollamento dalla realtà che la raccolta firme per rigiocare la finale con l’Italia con un arbitro che non sia di parte è davvero la ciliegina sulla torta. Eppure da un popolo che si fregia di avere una regina ci saremmo aspettati un atteggiamento almeno un briciolo più regale, a partire dai fischi francamente fuori luogo con i quali, prima del calcio d’inizio, i tifosi inglesi che gremivano lo stadio di Wembley hanno accolto l’inno di Mameli. Ma, anche a fine partita, il gesto della maggior parte dei giocatori inglesi che si sono subito tolti dal collo la medaglia d’argento ha lasciato l’amaro in bocca.  

Ed è forse proprio per sdrammatizzare e mettere in ridicolo certi atteggiamenti che di sportivo hanno poco o nulla che, in rete, s’è scatenato il solito pandemonio di meme e commenti. Pensieri e immagini che, tra l’ironico e il sarcastico, hanno tirato in ballo un po’ tutti. Da Roberto Mancini alla regina Elisabetta. E, tra le frasi che più di tutte mi hanno fatto ridere di gusto, ce n’è una in romanesco a commento proprio del gesto poco elegante di sfilarsi dal collo il riconoscimento appena ricevuto: “Non ho capito, ma se so’ tolti la medaglia dal collo perché sennò nun sapevano dove mettese sta sveja che j’avemo dato?”

Da notare che, in occasione della semifinale con la Spagna, di fronte alla sconfitta pur sempre amara ai calci di rigore, la squadra di Louis Enrique ha applaudito gli Azzurri. Un gesto di signorilità e di sportività che, evidentemente, a Wembley risulta non pervenuto, soprattutto se consideriamo che, sia prima, ma anche dopo la finale, interi quartieri di Londra sono stati messi a ferro e fuoco. Senza contare poi che, al momento della consegna della coppa alla squadra italiana, lo stadio era ormai quasi vuoto. La riprova di un approccio infantile alla vita e di una totale incapacità di gestire il rifiuto, la sconfitta. Ma forse è il caso di farsene una ragione.

 E invece no. Per tutta risposta all’onta della sconfitta, c’è chi ha pensato bene di prendere di mira i tre giocatori inglesi, tutti e tre di colore, che hanno sbagliato a calciare il rigore. Marcus Rashford, Jadon Sancho e Bukayo Saka si sono visti inondare i propri profili social di insulti razzisti ed emoji con la faccia da scimmia. A dimostrazione di come si sia superata, e non di poco, la misura. A Manchester un murales che ritrae Rashford è stato addirittura imbrattato con ingiurie successivamente coperte. E, malgrado da più parti, sia giunta una ferma condanna per quanto è accaduto, sta di fatto che forse proprio la pressione dei tifosi inglesi e quell’obbligo a dover vincere a tutti i costi non ha probabilmente permesso ai calciatori inglesi di esprimersi al meglio. Un po’ come accade a quei bambini castrati da certe mamme chioccia che finiscono per soffocare i loro pargoli.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!