Cari no vax, si fa dura…

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Come si immaginava, i margini per i no vax si fanno sempre più stretti. Dopo l’appello del presidente francese Macron, che ha imposto il vaccino agli operatori sanitari, oltre due milioni di francesi si sono annunciati per il vaccino.

Un obbligo? Una prevaricazione? Il crollo dei diritti democratici? niente di tutto questo.  Il problema, serio, è un altro. I no vax sono i potenziali vettori della variante delta, molto più facile da diffondere. E, come già dicevo in altri articoli, chi non si vuole vaccinare non è immune, si ammala, contagia altri no vax che finiscono in ospedale e rischiano di morire.

C’è però un altro fattore che rende più dure le autorità nei confronti di chi non si vaccina. La variante delta è da 6 a 8 volte più facile a diffondersi. Attualmente il virus mutato non sembra nonostante tutto più virulento e non attacca i soggetti vaccinati, ma…c’è un ma grande come una casa. Alla velocità con cui muta il virus, questa variante lasciata libera di riprodursi, potrebbe in tempi brevi cominciare a contagiare anche coloro che sono vaccinati, rendendo di fatto inutili le misure mediche per bloccarne la proliferazione.

Detto paro paro, siamo di fronte a una guerra che rischia di finire a muso duro. Da una parte chi invoca una presunta libertà di non vaccinarsi (molto discutibile peraltro) e chi invece già vaccinato, rischia ugualmente, se le cose procedono in questa direzione, di ammalarsi e anche morire. 

Capiamo perciò, che a questo punto, non è più una sottile questione filosofica, ma di mera sopravvivenza. Il bacino di persone non vaccinate, che è ancora molto alto, rischia di mandare a quel paese gli sforzi fatti fino ad ora. Ai no vax vanno aggiunti coloro che sono vaccinati ma non immunizzati e anche una piccola parte di persone per cui il vaccino non è efficace. Troppi.

Alla fine il discorso è uno solo. Per fermare il virus bisogna tagliargli le gambe, e l’unico modo è togliergli il cibo, e cioè noi. Si potrebbero ovviamente creare nuovi vaccini, ma la loro efficacia non è provata e il tempo stringe. Ecco perché Macron fa pressing e altri paesi europei, come l’Italia ad esempio, pensano seriamente di seguirlo su questa strada, imponendo un “green pass”, ovvero una certificazione di vaccinazione per accedere a bar, ristoranti e altri luoghi di ritrovo pubblico, compresi i mezzi pubblici, che potrebbero così tornare a viaggiare al 100% della capienza. L’incubo dei no vax, che strillano alla caduta della democrazia che lederebbe i loro diritti, sta diventando realtà. E qui si ritorna al solito concetto per cui si fatica a capire perché i diritti dei no vax sarebbero più importanti di quelli del resto della popolazione di non ammalarsi ed eventualmente morire.  

Fa sorridere che i contrari al “green pass”, i difensori delle “libertà individuali a tutti i costi”, sono le stesse destre che plaudono all’ungherese Orban che le libertà agli altri le nega.

Mentre si discute e si perde tempo, nel Regno Unito i morti sono già aumentati del 50%, mentre da noi in Ticino i contagi sono già raddoppiati in un giorno. Saranno i prossimi due mesi ad essere decisivi per le decisioni nazionali. Aumenteranno i casi? Arriverà la famigerata quarta ondata? La variante delta e le sue eventuali sorelle faranno risalire i picchi dei ciontagi? 

Per i no vax fanatici non c’è speranza. Quelli saranno sempre convinti che c’è un complotto internazionale e il covid non esiste. Per i dubbiosi è purtroppo il momento di decidere. Essere troppo attendisti mette in pericolo la vita degli altri e la loro.

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