Clima, nessuno è al sicuro

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Sull’intero Pianeta i cambiamenti climatici in atto stanno dando luogo a fenomeni atmosferici perfino più intensi di quelli che, solo pochi anni fa, erano stati previsti dagli scienziati. E se il recente nubifragio, che ha flagellato Germania e Belgio, avesse disastrato l’Italia, da sempre terra di dissesti idrogeologici, qualcuno avrebbe probabilmente puntato il dito contro la solita questione dell’incuria. Del territorio. Delle infrastrutture. Ma stavolta in ginocchio è la terra del carbone e dell’acciaio, la Germania. Forte, ricca e produttiva. Alluvioni e catastrofi naturali colpiranno l’Europa sempre più spesso. E l’apocalisse climatica è soltanto agli inizi.

La lezione che dobbiamo trarre dai duecento morti tedeschi, dalle piogge torrenziali che hanno interessato Olanda, Belgio, Austria e Germania, è che davvero nessuno è più al sicuro di fronte alla catastrofe climatica in atto. Il caldo che in nord America, e in Canada in particolare, ha fatto segnare temperature superiori ai 50 gradi, provocando la morte di migliaia di animali marini, gli incendi che in Asia hanno messo in ginocchio il nord siberiano, la siccità che affligge e affama l’Africa e i recenti alluvioni in Cina sono i grani di un unico rosario.

E secondo i dati raccolti in tutto il mondo, la realtà dei fatti è anche peggio delle più pessimistiche previsioni fatte in passato dalla scienza. I fenomeni scatenati dal surriscaldamento climatico, sono andati ben al di là dell’immaginabile. Un esempio? Il tasso di crescita del livello degli oceani negli ultimi vent’anni è stato del 25 per cento più elevato di quello mai registrato negli ultimi 115 anni. Probabilmente è già troppo tardi per arrestare o invertire il surriscaldamento climatico, ma di sicuro non possiamo continuare a tergiversare negando il problema o perdendo altro tempo.

No, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e provare ad attutirne gli effetti. L’emergenza climatica non guarda in faccia a nessuno. La devastazione di eventi estremi potrebbe, molto presto, riguardare anche noi. Noi che in Svizzera, rispetto a una tassa sulla CO₂ prodotta, continuiamo a fare spallucce. Pur sapendo che se continueremo a produrre CO₂ ai ritmi attuali, nel giro di pochi decenni, saremo inevitabilmente confrontati con un aumento della temperatura perfino superiore ai 3°C.

Un ipotesi che, se malauguratamente si dovesse rivelare reale, farebbe della Terra un luogo incompatibile sia per la civilizzazione umana che per la sopravvivenza di milioni di specie animali e vegetali. Ecco perché la sveglia di questi giorni è una sveglia epocale. Non starla a sentire sarebbe come decidere e dar seguito a un atto suicida. Finora, malgrado gli avvertimenti da più parti, siamo stati troppo lenti a ridurre le emissioni di gas serra. Mentre clima e perdita della biodiversità sono ormai la vera crisi che i governi del Pianeta dovranno affrontare al più presto, ponendo la questione in cima alla propria lista delle priorità, altrimenti sarà davvero la fine.

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