Il letto di cartone olimpico

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Galeotta fu la branda e chi la impose, giaciglio cartonato anti sesso spericolato, cuccetta casta ad ogni costo, tavolaccio che agli ormoni sottrae ogni coraggio?  

Un tweet del mezzofondista statunitense Paul Chelimo ha scatenato una inzigante polemica fra atleti e atlete olimpionici: gli organizzatori del Sol Levante scoraggiano le relazioni intime con un letto di cartone, che non dovrebbe sopportare il peso di due persone.

Fra un allenamento e un altro, la marea dei cinque cerchi magici si sta dividendo pacificamente in fazioni animate da opinioni, insinuazioni e supposizioni che si intrecciano birbantelle, surriscaldando i pettegolezzi fra il boccaccesco e l’ecosostenibile: perché le camere sono zeppe di letti di cartone , quasi che gli organizzatori desiderassero evocare il repentino auspicio di un liberatorio trasloco con tanto di eventuali medaglie, souvenir e ammennicoli vari ficcati alla rinfusa in bagagli di brossura?

” E’ un modo per disincentivare l’intimità fra gli atleti e per promuovere anche il distanziamento sessuale, oltre che quello sociale” 

nota con acutezza il mezzofondista Usa di origini keniane, in un grassetto ripreso dal New York Post, alzando il sipario sulle alcove e sollevando un corposo dubbio: la tesi dell’attento e non persuaso Chelimo è che, pur trattandosi di un cartone gagliardo e di una certa robustezza, sempre cartone rimane e oltretutto inanimato, contro i dogmi della Walt Disney, sempre e comunque ligia alla rigorosa tradizione dell’animato.

I giapponesi, è risaputo, sono persone di oceanica cortesia, di calibrati inchini e perfino di ammaestrate smancerie: ma quando il troppo è troppo, decidono di tradire il protocollo e di difendere a spada tratta i letti cartacei.

E’ stato allora ingaggiato il ginnasta irlandese  Rhys McClenaghan, pare appartenente al clan dei “Copriletti Quadrettati”, pregandolo di saltare e di risaltare con slanci ripetuti sui contestati letti per dimostrare al mondo intero  che sono perfettamente in grado di reggere feroci sollecitazioni: non si sono registrati significativi cedimenti, pur dentro inquietanti scricchiolii, e questo gladiatorio esperimento ha permesso a un funzionario di cantare vittoria in un concitato commento : “Il test effettuato da McClenaghan prova che questa è un fake news e che i nostri letti sono resistenti e fatti con un materiale eco-sostenibile”.

Insomma, sul materiale “green” potrebbe pure sdraiarsi tranquillamente un elefante obeso e affetto da convulsioni di flatulenza. Il video del collaudo è stato postato su Twitter per esaltare l’abnorme stupidità della bufala di turno.

Eppure la perplessità circola da una squadra all’altra e la titubanza si alterna alla equivocità dei teoremi dimostrati.

A farne le spese è il ginnasta irlandese: colleghe e colleghi gli passano accanto consigliandogli di attaccarsi al cavallo con maniglie per restarci sino alle prossime olimpiadi, altri lo hanno già ribattezzato ” Il martello fatto di piuma”.

Il suo destino è presumibilmente segnato e bene che gli possa andare la sua sarà al massimo una medaglia di cartone.

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