In Ungheria solo fiabe sovraniste

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Che si tratti di Pyongyang o di Budapest, c’è davvero poca differenza. Le regole dei regimi antidemocratici sono identiche dappertutto. Ogni voce fuori dal coro va fatta tacere. Con le buone o con le cattive. Non c’è margine di trattativa, né tolleranza. Lo sa bene Boldizsar Nagy, lo studioso di letteratura, traduttore ed editore di libri per l’infanzia, costretto ad abbandonare l’Ungheria a causa delle continue minacce e della campagna d’aggressione alimentata nei suoi confronti da Orbán e dai suoi sostenitori. La ragione? Perché reo di aver pubblicato un libro in cui rivisitava alcune fiabe per bambini con un occhio di riguardo verso i più deboli e le minoranze.

Nel suo libro intitolato “Un mondo da fiaba per tutti”, tra i protagonisti delle storie raccontate ci sono bambini poveri, con disabilità, così come non mancano neppure omosessuali, transessuali e vittime di violenza domestica. Un libro con il quale Boldizsar ha voluto porre l’accento sul valore e l’importanza della tolleranza verso le minoranze e l’omosessualità in particolare.

Una pubblicazione che, però, è davvero andata di traverso a un parlamentare dell’estrema destra che, lo scorso anno, aveva stracciato e fatto a pezzi il libro davanti alle telecamere. Un atto di violenza e d’intimidazione per il quale aveva avuto l’approvazione del primo ministro Viktor Orbán. “Lasciate in pace i nostri figli!“, aveva tuonato Orbán all’epoca. 

Da allora, la campagna portata avanti dai media filogovernativi è stata quella di equiparare l’omosessualità alla pedofilia. E quindi, considerando la campagna contro il suo libro così come la recente legge magiara che vieta qualsiasi informazione sull’omosessualità rivolta ai minori, Boldizsar e il suo compagno si sono convinti a cercare altrove un futuro migliore.

Tra i divieti introdotti dalla recente legge c’è quello di non rendere accessibili libri o altri supporti informativi a persone di età inferiore ai diciott’anni se “rappresentano” o “promuovono” l’omosessualità, la transessualità o il cambiamento di genere. Una legge subito condannata duramente da Bruxelles perché non rispetta i valori fondamentali dell’Europa e per la quale si prevedo, a breve, anche delle severe sanzioni.

Rimane il fatto che dopo aver demolito le istituzioni democratiche, dopo aver violato i diritti umani, cancellato la libertà di stampa, bersagliato l’indipendenza della magistratura, il premier ungherese praticamente indisturbato, e senza un attimo di tregua, ha continuato nei suoi propositi liberticidi e antidemocratici arrivando fino alle ultime e brillantissime leggi omofobe. Dunque, di fronte a Satana che avanza, come non capire Boldizsar Nagy che ha deciso di cambiare aria, piuttosto che piegarsi alla violenza e allo squallore della fiaba sovranista.

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