La demenza portata al potere

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Ha suscitato un vespaio la dichiarazione della Garante per l’Infanzia Umbra, Maria Rita Castellani, che considera il DDL Zan l’anticamera di pratiche con oggetti, animali e bambini.

“Nel decreto Zan il concetto di identità diventerà qualcosa che il cittadino può decidere arbitrariamente secondo la percezione del momento. Di conseguenza ogni desiderio sarà considerato un bisogno, e il bisogno un diritto: il sesso biologico non avrà più importanza, conterà il sesso culturale, cioè quello percepito. E si potrà scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età, fino al punto che la poligamia e l’incesto non saranno più un tabù ma libertà legittime”

Un’evidente folle distorsione di pensiero. Il DDL Zan non è assolutamente questo. Ma suscita negli avversari, soprattutto quelli vicini alla destra cattolica, dei rigurgiti di ansia non indifferenti. Inutile dire che sono paure insensate e gonfiate a dismisura da una visione manichea del mondo 

Alla base c’è una folle paura. La paura di vedere sovvertire un mondo le cui regole ci rassicurano, perché abbiamo una mente limitata che non riesce a percepire i cambiamenti (qualunque essi siano), come qualcosa di eventualmente positivo ma solo come una minaccia allo status quo. 

Le parole di Maria Rita Castellani (ritenuta vicina alla Lega e al senatore Pillon, un uomo convinto che le lobby gay irretiscano i ragazzi per fare proselitismo), sono quelle di una persona spaventata (leggi qui sotto).

Ed è la stessa identica reazione che hanno in casa nostra alcune frange legate alla destra cattolica o comunque religiosa(leggi qui sotto).

Il fatto che l’omofobia sia più sviluppata a destra non è un caso, non perché la destra sia più conservatrice anzi, a volte è il contrario, almeno da certi punti di vista, ma perché la destra si arrocca in un modus vivendi arcaico, ritenuto quello “giusto” e in quanto giusto non modificabile.

Ecco perché ogni cosa che in qualche modo cambia il nostro mondo, viene vista come una minaccia: immigrati, omosessuali, ma anche una riabilitazione delle condizioni della donna. 

Anche qui, non tanto perché si è ostili nei confronti delle donne tout court, ma perché l’immagine della donna giusta è quella che ci ricordiamo: madre che accudisce, ubbidiente, dedita alla casa e ai figli.

A corroborare questi fatti, uno studio del 2012 della canadese Brock University, in Ontario, e pubblicata su psychological science in cui è emerso che chi da bambino presenta un quoziente intellettivo alquanto basso, crescendo avrà maggiori possibilità di sviluppare tendenze razziste, conservatrici, pregiudizi e intolleranza verso altre culture e religioni; al contrario, chi da bambino ha un QI più alto, crescendo avrà maggiori tendenze a sviluppare idee progressiste.

Per fermare i detrattori, diciamo che è uno studio serio e che non asserisce assolutamente che chi è di destra è stupido, ma solo che certe derive di pensiero sono frutto di una minore capacità di processare nuovi elementi e inserirli in una narrazione personale.

Lungi da me desumere che a sinistra siano tutti intelligenti e a destra tutti scemi, quando però sentiamo certe persone rispondere alle domande degli intervistatori nei cortei omofobi, no vax o antiabortisti, non possiamo non renderci conto che alla base c’è proprio l’incapacità di avere uno sguardo curioso e aperto (che è alla base dell’apprendimento) nei confronti di ciò che non si capisce.

Ciò non toglie, che vedere persone come Maria Rita Castellani in un posto statale con la qualifica di “garante per l’infanzia”, fa venire i brividi. È come vedere un petroliere a garanzia delle energie alternative, o mettere uno come Lorenzo Quadri in municipio a Lugano al dicastero socialità. La cosa che ci consola è la frase finale di un’intervista della Castellani a Repubblica:

“…Sa cosa le dico? È difficile oggi in Italia avere un’idea diversa da quella che sta viaggiando in senso unico in tutto l’Occidente”.

Ed è vero. Le idee che tanto spaventano la Castellani sono fisiologiche a un modo di pensare che valorizza il “con”, l’inclusione, il rispetto. Sulla base di questi valori, che sono poi quelli fondanti della vecchia Europa, si può davvero costruire qualcosa di grande.

E quelli come Castellani, Salvini, Pillon, alla lunga saranno spazzati via dalla storia e dalla naturale evoluzione dell’umanità.

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