L’onore di portare la bandiera 2

Pubblicità

Di

Pochi giorni fa avevamo parlato di Paola Egonu, portabandiera olimpica per l’Italia. L’exploit della Egonu, una delle più forti pallavoliste al mondo, aveva sollevato i pruriti dei soliti besughi razzisti.

La solita gente tediosa e incarognita, per cui il colore della pelle, probabilmente dipendente dalla tonalità, impedirebbe di rappresentare una nazione come l’Italia, etnicamente purissima e ariana (leggi qui sotto).

Per ironia, ad essere portabandiera di un paese africano, il Senegal, è una bianca, la 22enne Jeanne Boutbien, nuotatrice franco-senegalese. Nata in Senegal da genitori francesi, Jeanne ha dovuto aspettare 17 anni per avere il passaporto del paese africano. Cinque anni fa, questa ragazza alta un metro e ottantacinque, bionda e con gli occhi azzurri è diventata cittadina senegalese. Jeanne detiene diversi record africani nella sua disciplina.

“Mi sono sempre sentita senegalese! È vero che con l’educazione, i miei genitori, la cultura e tutto, mi sento francese, ma ho sempre vissuto in Senegal… Ma mi sento tanto senegalese quanto francese. Nella mia famiglia, sono la prima ad ottenere la nazionalità senegalese”

Ha dichiarato alla stampa Jeanne. Sotto la bandiera senegalese, Jeanne ha vinto i Campionati dell’Africa occidentale nel 2017, incamerando 8 medaglie (3 in oro, 4 in argento e una in bronzo). La sua squadra, nella staffetta 4 × 100 metri stile libero è risultata quarta nella finale ai giochi africani del 2019.

Chissà se Jeanne, ha le stesse difficoltà di Paola, legate al colore della pelle. Sicuramente anche in Senegal c’è chi si altera perché a portare la bandiera è una persona con un colore della pelle non in sintonia col continente rappresentato. Nell’articolo precedente scrivevo:

“…Al mondo ci sono persone, atleti. Ci sono quelli in gamba, etici, coraggiosi e ci sono quelli antipatici, truffaldini e biechi. In quella grande massa, il colore si fonde, si mescola e finisce per non avere senso di fronte alla bellezza di certi gesti, sportivi e non. (…)”

Auguri perciò a Jaeanne e a Paola, che appartengono a una grande tribù che a prescindere dal colore, merita tutte la nostra attenzione e considerazione, soprattutto in ambito sportivo: quella delle donne. 

Troppo spesso infatti, lo sport femminile, anche quando è spettacolare al pari di quello maschile se non di più, viene ritenuto un fratellino povero.

Ma vittorie, come ad esempio quella delle tre atlete svizzere che in un incredibile exploit hanno vinto la gara ciclistica di cross country, trovandosi su un podio interamente rossocrociato, ci dimostrano esattamente il contrario.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!