Lorenzo e il post compulsivo

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È ufficiale, Lorenzo Quadri è totalmente caduto in preda alla follia e posso provarlo: ha pubblicato dalle 00.40 alle 17.36, del 27 giugno 16 post su Facebook. Sedici, roba da far impallidire la macchina da guerra salviniana, che al massimo arriva (con una decina di collaboratori) ai 9/10 post al giorno. 

Quadri, in quelle quasi diciassette ore, mantiene una media di un post all’ora. Ma che lascia di stucco sono gli orari: 00.40, 01.48, 01.54, 02.03. Ma dorme Quadri? Oppure è un cyborg infiltrato al soldo di Skynet* che vuole distruggere il Ticino?

Ma soprattutto, ha qualcosa da fare, per i 230’000 franchi annui che gli paghiamo come municipale e parlamentare a Berna? O i nostri soldi servono praticamente a ingrassare Facebook?

E ancora: cosa si cela dietro una folle compulsività dove ogni post cannibalizza il precedente, ovvero ne annulla l’efficacia visto che la timeline sposta tutto più in basso man mano che il Quadri esce con una nuova presa di posizione o condivisione?

Infatti i post di Quadri, solitamente seguiti dal turgido malloppo di suoi seguaci, talmente fedeli al punto che, se dovesse rivelare che nella ricetta del risotto allo zafferano c’è la cannella, nessuno farebbe una piega, sono stavolta poco seguiti.

Raccolgono, comprensibilmente vista la mitragliata, una manciatina di like ciascuno.

Like che poi sono quasi sempre di quello squinternato manipolo di fedelissimi che gli metterebbero il like anche se postasse una sua foto nudo vestito solo di glitter delle winx.

Il quesito rimane squisitamente antropologico. Cosa è successo quel 27 giugno? Perché infatti il 28 Quadri se ne esce solo con due post, mentre il 26 delizia i suoi fan con tre messaggi, di cui uno di un bucolico tramonto alpino (non sia mai che postiamo in estate uno stranierissimo tramonto sulle isole Eolie) Le ipotesi si affastellano:

1) Quadri ha dovuto lasciare il suo amato Dobermann Himmler, addestrato ad azzannare a vista gli slavi, in una pensioncina per cani, visto che andava con la Pantani a fare un week end di rafting in Val Bavona. La solitudine e il dolore dell’abbandono lo hanno gettato nell’effimera illusione di calore umano di Facebook.

2) Quadri è davvero un cyborg di Skynet, e la mezzanotte del 26 è stato resettato per distruggere l’umanità, ma qualcosa è andato storto. Per questo il 27 ha compulsivamente sfrantecato gli zebedei a tutti coi suoi post e noi siamo ancora vivi.

3) Quadri sta facendo dei test per vedere quanti post possono sopportare mediamente i suoi seguaci senza avere una trombosi fulminante.

4) Quadri sta cercando di comunicare con gli abitanti di Tau Ceti tramite un codice crittografato che usa Facebook come piattaforma. Il messaggio decrittato sarebbe “prima i Tau Cetiani!”

Fatto sta che Lorenzo Quadri, al saldo di tutte le malignità che si possono dire su di lui, rimane un personaggio insostituibile ed immarcescibile del panorama politico ticinese. Un panorama dove sguazza nell’idiozia come un cavedano allo sbocco di una fogna a lago.

E lo dico con tutto il rispetto per l’umile pesce spazzino dei nostri splendidi specchi d’acqua.

In attesa dell’ennesima uscita di Quadri, mi godo l’estate, amo la gente, tendo mani e accarezzo crapine di bambini, che la vita è bella, lo dico sempre anche a Lorenzino…

* Skynet è un’immaginaria rete di supercomputer descritta nel ciclo cinematografico di Terminator. Skynet controlla le macchine che hanno come scopo lo sterminio dell’umanità.

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