Manzini, una “vecchia conoscenza”

Pubblicità

Di

Un Antonio Manzini in forma splendida. Come non mai. La decima avventura di Rocco Schiavone, “Vecchie conoscenze”, ne è summa perfetta. 

Con “Vecchie conoscenze” Antonio Manzini supera sé stesso. Già lo pensavamo al suo massimo con “Gli ultimi giorni di quiete” (leggi qui) però adesso, con la nuova storia di Rocco Schiavone, è riuscito ad andare oltre. “Vecchie conoscenze”, la decima storia del vicequestore romano trapiantato ad Aosta, è giallo (indagine), è noir (il bene e il male, il loro confine e la loro permeabilità o interscambio), è biografia (il passato che ritorna), è commedia (nella dinamica di gruppo in seno alla squadra), attualità (con temi quali l’omosessualità, il suo peso quando si è portatori di divisa) e … . In poche parole: tanta e tanta “roba”. Non troppa però. Perché la penna dello scrittore a livello espressivo sa incidere sul breve ma più ancora sul medio, e sul lungo. Nella scelta delle parole, delle frasi, dell’architettura testuale tutta: sembra quasi di assistere all’opera di un minuzioso farmacista che dosa alla perfezione ogni singolo elemento, per la composizione della sostanza che verrà. Un po’ di Rocco e un po’ di inchiesta (siamo nel mondo accademico dedito alla storia dell’arte), un pizzico di vissuto e un attimo di nuova investigazione, un cold case e …  servizi segreti. Questo senza mai mancare di emozionare, e far riflettere. Alternando, sempre sul piano dello stile di scrittura, descrizioni, dialoghi e narrazioni. E tanta amara ironia.

Schiavone si trova su di un ottovolante esistenziale: così in forma e così in crisi non l’abbiamo mai letto. Certo è sempre lui, con quel senso di giustizia che ogni tanto va oltre, ma che il lettore riconosce come “giusto”. Pronto alla battuta esilarante, se non addirittura al coup de théâtre (fantastica la scena della distribuzione di spinelli…) e sempre sintonizzato con Marina, la donna della sua vita uccisa (“per colpa mia“, rimugina Rocco) che torna a visitarlo nei momenti di solitudine, e gli parla, e lo trafigge… . Poi la dinamica di gruppo interno alla squadra del vicecommissario ha un ulteriore sviluppo: lui, il nostro eroe, pratica addirittura il mobbing anche se … alla fine gli tocca confessare “Mi siete rimasti solo voi. Per quanto dura e difficile ammetterlo, non ho altri che voi …“. I segni distintivi del vicequestore ad Aosta ci sono ancora (e come non potrebbero?): loden e clarcks ,sempre e ovunque. Nella dislocazione della storia “Vecchia conoscenze” ci porta vicino al Ticino, più precisamente al Gaggiolo, che al di qua del confine resta pur sempre anche frazione di Stabio. Menzionati e visitati altri comuni limitrofi: Viggiù, Malnate, Uggiate Trevano e ovviamente Varese. Anche la giornalista conosciuta nelle avventure precedenti fa la sua comparsa. Senza dimenticare una citazione cinematografica praticamente perfetta, pur proveniente da un ambito distante (il western, quello firmato da Sergio Leone) con la riesumazione della memorabile scena tratta da “Per un pugno di dollari” (1964): “Al cuore Ramon, se vuoi uccidere un uomo al cuore lo devi colpire, al cuore Ramon“. E ancora, la cagna Lupa è probabilmente incinta e Schiavone l’ha anche presa bene. Il finale poi è un colpo di scena pazzesco, in grado di spiazzare anche i più accaniti lettori di Manzini.

Ecco, ci sembra possa bastare. Se non aggiungere che, parere del tutto personale, possiamo smetterla di cercare il “nuovo” Camilleri: è qui e adesso, Di nome fa Antonio, di cognome Manzini. Confermata la premiata casa editrice: la Sellerio di Palermo.

“Vecchie conoscenze”, 2021, di Antonio MANZINI, ed. Sellerio, 2021, pag. 407, Euro: 15,00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!