Miliardari nello spazio

Pubblicità

Di

No, non è il nuovo titolo di una sitcom a tema fantascientifico, ma la vera dimostrazione di come la competizione tra riccastri abbia ormai superato la stratosfera. Non sazi di imperversare sulla Terra, hanno deciso di sbeffeggiarci dallo spazio.

Ormai siamo allo sbando. Fino a ieri la corsa allo spazio sembrava finita: “E c’è la crisi…”, “ e cosa spendiamo per lo spazio che la gente muore di fame”, queste e altre amenità avevano dato una botta d’arresto ai programmi spaziali, anche perché giganteschi e costosissimi. 

Poi è arrivata l’industria privata, che ha sentito odore di business e lo spazio, oltre che di satelliti statunitensi, cinesi e russi, si è riempito di miliardari. Elon Musk, Jeff Bezos, Richard Branson, se la fanno fuori a botte di miliardi per essere i primi. 

Il turismo spaziale sembra infatti oggi, per parafrasare Star Trek “l’ultima frontiera”, un frontiera che insieme alle stelle vede svolazzare in cielo dei bei dollaroni.

Notizia recente, sarà Branson, il patron fondatore della Virgin Group, che si occupa di innumerevoli attività: (compagnie aeree, carte di credito, assicurazioni pensionistiche, autonoleggi e la Virgin Galactic) a prendere il largo per l’infinito ed oltre. Fregando il “povero” Bezos, meteo permettendo (leggi qui sotto).

Branson sarà sparato nello spazio, primo miliardario a vedere la Terra in tutto il suo smeraldino fulgore.

Branson, è stato anche il primo a costruire uno spazioporto inaugurato il 17 giugno 2011 nel deserto del Nuovo Messico. Lo “Spaceport America”, è il primo aeroporto spaziale della storia, firmato dall’architetto britannico Norman Foster. La prima navetta, la cui entrata in servizio era prevista per il 2012-2013, si chiamava “SpaceShipTwo” e il suo obiettivo consisteva nel portare i primi turisti nello spazio ad un prezzo medio di 200.000 dollari.

Certo che i fallimenti sono stati tanti, ma l’ostinazione alimentata dal business e da una certa competizione visionaria tra paperoni, sembra aver dato i suoi frutti, rendendo lo spazio, se non la spiaggia di Riccione, perlomeno accessibile a chi ha un conto in banca a sei zeri.

La “finestra” per il prossimo volo di Branson sarebbe l’11 luglio, sempre che le condizioni meteo lo consentano, 9 giorni prima di Jeff Bezos, che aveva intenzione di fare una passeggiatina nella stratosfera per il 20 luglio. Immaginiamo quanto siano girati i planetoidi a Bezos, non abituato ad esser secondo, anche perché è l’uomo più ricco del pianeta. 

A noi cambia qualcosa?

Assolutamente no. In confronto a loro noi strisciamo nel limo come salamandre giurassiche, destinati ad essere seppelliti sulla stessa Terra in cui siamo nati senza vedere le sabbie di Marte o le rocce del mare della tranquillità. Un po’ dispiace, ma chi riesce a viaggiare con la fantasia può farsene una ragione. Come diceva Umberto Eco, chi legge vive mille vite.

E nel frattempo non ci resta la speranza che questi gaglioffi dollaruti, si perdano nello spazio, andando a fare compagnia alla solitaria Voyager2.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!