Omaggio a Fantozzi, ragionier Ugo

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Roma rende omaggio al grande Paolo Villaggio, mattatore dell’inarrivabile sfigatissima saga del ragionier Fantozzi: nei pressi della tangenziale est, una palina con tanto di targa sarà posizionata accanto all’abitazione cinematografica del mitico personaggio, a futura ed eterna memoria degli acrobatici sforzi profusi fiondandosi dal terrazzino di casa per acciuffare al volo l’autobus.

Resta impareggiabile la scena iniziale del primo film dell’esilarante e compulsiva serie che ha fatto scompisciare generazioni di cinefili invaghiti dello iellato, strapazzato e tartassato contabile, tenace corteggiatore della signorina Silvani.

Anche la Capitale italiana, ogni tanto, ne azzecca qualcuna e con questa opportuna iniziativa rappezza parzialmente le orrende fagocitanti  buche delle strade del centro, stempera le maldestre carenze dei servizi pubblici, riduce l’immane matassa dei ruggenti rifiuti sbolognati e sparsi ovunque distogliendo, solo per qualche medicamentoso istante dalle menti dei romani, le distoniche e claudicanti iniziative di una soporifera amministrazione civica.

Leggiamo, con una sorta di parziale sollievo, le parole della sindaca grillina Virginia Raggi, attingendole dall’ agenzia Ansa : 

“Roma vuole rendere omaggio ancora una volta al maestro Palo Villaggio in uno dei film che lo ha consacrato per sempre al suo pubblico, a 4 anni dalla sua scomparsa e a 50 anni dalla pubblicazione del romanzo. Il personaggio Fantozzi ha raccontato meglio di chiunque altro una società in cambiamento e ha ideato un modo innovativo di fare cinema”.

Dalla prima pellicola del 1971 sono passate sotto i ponti ettolitri di sane sghignazzate, intanto la rampante  Bianchina ( il modello di utilitaria Autobianchi usata da Fantozzi) si gode, in esposizione, i divertiti commenti del popolo dell’Urbe, raccogliendo consensi quasi pari a quelli dispensati al Colosseo,  famoso quanto la “Megaditta” dove il collega Filini risulta solito intrecciare calcoli alternati a dubbiosi congiuntivi mentre ai piani alti il suo socio di tennis da nebbia si immerge con il tozzo corpo nell’acquario del Megadirettore, emulando il mezzo pesce sega e la mezzasega con lo sguardo da pesce.

Virginia Raggi nel frattempo twitta, come solo lei sa twittare, incensando il ragioniere più famoso d’Italia.

Un uomo, una leggenda che ha avuto la inarrivabile fortuna di conoscere la contessina Serbelloni Mazzanti e il leonino coraggio  di confessare alla fedele moglie Pina una sua caratteristica: quella delliindistruttibilità, dovuta al fatto di essere il più grande “perditore” di tutti i tempi.

Un uomo, un epico incassatore di colpi bassi e di badilate sui denti, senza mai perdere la vigorosa ispirazione che gli fa dire ” Mi scusi, le spiace se mi sago, mi sidio, mi sagghio” per poi sedersi su un gelatinoso puffone che lo tracima al suolo.

Un uomo, un glorioso rivoluzionario che trova l’ardire di pronunciare una frase così storica che la Storia al confronto non regge : “ Per me… La Corazzata Potemkin … è una cagata pazzesca .”

Nel frattempo, i variegati appelli dei candidati alle prossime elezioni amministrative stanno invadendo la Città Eterna e i nomi dei vari Calenda, Gualtieri e Michetti paiono perdere dimensione e lucentezza di fronte al lievitare di un personaggio sbucato prepotentemente dal cosmo fantozziano: il Visconte Cobram, entrato a 18 anni nei ranghi  della “Megaditta” divorando una carriera senza pari, grazie alle sue doti di mediocre ciclista, di sublime leccaculo, di suntuoso delatore e di spia dei potenti.

Non vorremmo, considerata la novità, che il ragionier Ugo colpisse ancora, ritornando per l’ennesima volta alla ribalta con un inaspettato ribaltone da tutto esaurito.

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