Oro nel kayak grazie al preservativo

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Olimpiadi di Tokyo: l’ australiana Jessica Fox ha conquistato la medaglia d’oro nella specialità della canoa slalom grazie a uno geniale stratagemma, che dal lattice ha spianato la via al metallo più prezioso. 

Il suo kayak aveva subito un micidiale colpo proprio sulla punta , pregiudicando il proseguimento in una gara che prometteva grandi esiti minacciati dall’avora.

Tecnici e operai si affaccendavano con affanno, pagaiando nella infida corrente avversa di un contrattempo che esigeva un urgentissimo rimedio: per una porca lacerata prua una medaglia rischiava di finire in fanteria. 

Una miscela di carbonio, a un certo punto della insonne nottata, è parsa la soluzione salvifica ma poi, come sempre quando la sfiga si traveste da falciatrice delle illusioni, quel materiale impastato per sistemare lo sbrego della imbarcazione pareva presentare ostili ostacoli nel fissaggio.

Ed ecco allora apparire, sulla castana chioma dell’atleta che sfida i flutti, una lampadina.

Jessica, o ancora meglio Jess come la chiamano i tantissimi amici, viene folgorata sulla via di Damasco: si rammenta di quella montagna di profilattici dispensati dagli organizzatori dei Giochi , ovviamente da utilizzare rigorosamente a casa, caso mai sorgessero pruriginosi ghiribizzi nella casta atmosfera del villaggio olimpico.

La canoista Fox, da autentica volpe delle intuizioni che possono cambiare il corso di una vita, slalomeggia verso la sua camera, apre il cassetto delle meraviglie sottombelicali, estrae una manciatina di preservativi così colorati da evocare l’arcobaleno e raggiunge di corsa i mortificati ragazzi dello staff, che armeggiano attorno al kayak con una scomposta foga.

Ma il tempo corre implacabile e Jessica dondola fra le sue mani quello che passa il convento delle riparazioni: il vertice anteriore dello scafo viene lestamente incappucciato dilatando quanto basta un onesto e provvidenziale anticoncezionale.

Il condom, estratto dal cassetto condominiale della camera dei vogatori, accoglie la miscela al carbonio, avvolgendola con cordialità protettiva ,in un presentimento di galleggiamento garantista. Il gioco è fatto e il brevetto low cost partorito dalla genialità femminile spiana l’ autostrada a zigzaganti remate che propizieranno il gradino più alto del podio. 

Jessica Fox , accanita fruitrice di Tik Tok, ha ovviamente scrupolosamente filmato e immesso nel circuito dei milioni di utenti le fasi della innovativa e originale operazione , già ribattezzata ” Rammendo alla Siffredi”.

Ed ecco, a fine gara, il sorriso sfolgorante di Jess con al collo una massiccia medaglia d’oro, più o meno delle dimensioni di un paiolo della polenta.

La medagliata australiana, animalista di primissima fila, si regala selfie a non finire, soprattutto accostata a Labrador e a Jack Russells mentre parla, grazie a un secondo cellulare, con la madre Myriam, olimpionica nella compagine francese nell’anno 1996.

Intanto, magari,  uno zelante organizzatore giapponese consulta freneticamente un manuale, sotto la voce preservativi: ma il regolamento li contempla come eventuale materiale per aggiustature? 

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