Sfizi e linciaggi

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C’è qualcosa di patetico e al tempo stesso di volgarmente ipocrita nel modo in cui la destra sovranista italiana sta esultando per la storia di Malika.

Riassumiamo per i distratti: una ragazza denuncia sui social di essere stata rinnegata dai suoi genitori perché omosessuale. Il post diventa virale e parte una spontanea gara di solidarietà grazie alla quale Malika può andare via di casa.

Dopo qualche tempo la ragazza dichiara ai giornali di aver usato quei soldi per anche comprarsi la mercedes – 17.000 euro. “Avevo bisogno di uno sfizio”.

Il web insorge, sentendosi tradito. 

Salvini e i suoi amici gongolano.

Perché? Per quale motivo dovrebbero essere felici?

Perché secondo loro il fatto che Malika abbia comprato la macchina significa 1. che tutte le persone che dichiarano di essere discriminate mentono 2. che non abbiamo affatto bisogno del ddl Zan 3. che è sempre meglio tenere le mani in tasca e farsi i fatti propri – come diceva Razzi.

Non è evidente il gigantesco salto logico tra la premessa e le conclusioni?

Non sarà un po’ troppo per una ragazza che si compra una macchina? 

Purtroppo no. 

Così funziona la comunicazione.

Malika ha commesso un grave errore, danneggiando, con leggerezza, tante battaglie e legittime pretese.

Ma voi non avete davvero nessun motivo di gioire. La sua ingenuità non giustifica in alcun modo la vostra cattiveria. Non legittima la vostra ottusa ignoranza. Non vi fa guadagnare mezza ragione.

Tutta questa storia dimostra solo che siete un branco di squali senza scrupoli. 

Come al solito speculate sulla cronaca per trovare gli argomenti che non avete. 

No, Matteo, vergogna non ne avete. E tu, incitando questo squallido linciaggio social, sei davvero l’ultimo a poter fare la morale a qualcuno. 

Spiace.

Ma qualcuno deve pur dire verità.

Prof. Guido Saraceni

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