Torna il maresciallo Maccadò!

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Ernesto Maccadò, il maresciallo creato da Andrea Vitali, di nuovo in azione. Incurante dell’ideologia dominante è alle prese con un arresto clamoroso, quello dell’ex-maestro di Bellano. 

La “commedia degli equivoci” è un espediente di antichissima coniazione: già nelle tragedie greche e latine questo schema veniva assai frequentato. Poi è stato tutto un susseguirsi di emulazioni: nella gran parte applicati al comico e al cosiddetto giallo. Storie di tensione focalizzate sul bersaglio sbagliato.

Per la quinta storia del maresciallo Ernesto Maccadò, la fortunata serie è iniziata nel 2019, Andrea Vitali vi fa ricorso e, diciamolo subito, l’espediente dello “scambio di persona” funziona alla grande. Perché l’ambientazione (a Bellano, nei tempi del potere fascista) appare ancora fresca, perché i personaggi hanno tutti la capacità di affascinare e incuriosire (veniamo anche noi da quel mondo, fatto di piccoli poteri paesani e relazioni in sospeso tra il faceto e il pericoloso!), e soprattutto perché questa storia l’ha scritta lui, Andrea Vitali.

Uno scrittore capace di costruirsi una sua cerchia di lettori aficionados (conosciute un po’ di persone in possesso di tutta la sua imponente produzione, e solo la sua!). Uno scrittore che, lo si evince anche da queste 300 pagine, non solo sa mettere nella scrittura sensibilità, capacità e documentazione ma anche, e soprattutto, divertimento e passione. Due componenti che, se applicate ad un’ottima persona (ricordiamolo: il dottore di Bellano una volta andato in pensione si è rimesso il camice per “dare una mano” nell’urgenza della pandemia!) fanno da volano ad un successo assicurato.

Si diceva della sua bravura. Capitoli corti sempre chiusi alla grandissima (è il più bravo in questa tecnica) ma nello stesso tempo accattivanti nella “ripresa”. Esempio: “Bene non perdiamo tempo” si conclude un capitolo: “Non bene.” è la prima frase del brano successivo. Per i lettori tutto questo si traduce in un “page-turner” (lettura tutta di un fiato). Se poi l’intreccio della storia è intrigante, il meccanismo funziona alla grande. È il caso narrato da Vitali in “Un bello scherzo”, edito da Garzanti. La storia riguarda “il maestro”, una piccola ma importante autorità a quei tempi. Come un fulmine a ciel sereno, un bel l’insegnante Fiorentino Crispini viene arrestato e “imbarcato” … verso la sede centrale di polizia di Como. Un qualcosa di clamoroso per la piccola comunità: l’ex-docente ora in pensione, ma sempre collaboratore al quotidiano “La provincia-il Gagliardetto”, era ritenuto al di sopra di ogni sospetto, anzi: “incapace di far male ad una mosca”. Eppure … sul far della notte eccolo alla gogna pubblica, preda dei pettegolezzi più biechi. Che non risolvono ma al contrario complicano ancor di più la vicenda nel loro accanito rincorrersi (con ovvia elevazione a potenza delle fake-news -n.d.r: un termine che usiamo noi, Vitali neanche se lo sognerebbe-). Quando tutto volge al peggio, con un grave danno aggiunto alla beffa, ecco il nostro protagonista seriale Ernesto Maccadò che, in osservanza dello schema classico del giallo (dal disordine all’ordine) risolve la questione. E pensare che tutto nasce da un eccesso di onestà intellettuale: un nom de plume!

In sospensione tra il ridicolo e il tragico il romanzo, animato da una coralità composta dai simpatici “nomi di una volta” (Gnazio, Selina, Querulo, Esterina, Callisto ecc…), intrattiene con intelligenza il lettore, dandogli l’occasione di pensare a quelle piccole terribili cose che marchiano un’epoca, quelle sottigliezze che hanno contraddistinto il regime in maniera apparentemente indolore, ma che poi, nella realtà dei fatti … . Come giustamente riporta la fascetta, citando l’Internazionale (e dunque, aggiungiamo noi, Goffredo Fofi) : “Meno male che c’è il maresciallo Ernesto Maccadò”. E, aggiungiamo noi, meno male che c’è Andrea Vitali!

“Un bello scherzo. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò”, 2021, di Andrea VITALI, ed. Garzanti, 2021, pag. 294, Euro: 18,60.

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