Un gelato irresistibile

Pubblicità

Di

Avete mai assaggiato un gelato della Ben and Jerry’s? Se no, vi state perdendo qualcosa. Perfetto esempio della tendenza all’eccesso tipicamente americana, le loro comode vaschette di gelato sono colme di caramello, pezzi di brownie, gocce di cioccolato… La ditta ha un gran numero di fan che apprezzano quasi religiosamente il prodotto. E una ragione ci sarà; che siate stonissimi o vi abbia appena lasciato il ragazzo, ci sono pochi vuoti che 500 mL di gelato al gusto di vaniglia e impasto per biscotti non possano colmare. 

Ben and Jerry’s ha anche una… spiccata vena politica diciamo. Durante le proteste BLM negli stati uniti, sono stati tra i primi brand a sostenere i manifestanti. E in modo deciso. Sulla pagina dedicata al tema sul loro sito campeggia a carattere cubitali la scritta “dobbiamo smantellare la supremazia bianca”, e l’articolo che segue non le manda certo a dire: “siamo oltraggiati dall’ennesimo omicidio di un’altra persona di colore per mano del dipartimento di polizia di Minneapolis e dalla loro violenta e repressiva risposta nei confronti dei manifestanti”“Dobbiamo essere uniti nel sostenere le vittime di violenza, marginalizzazione e repressione dovute al colore della loro pelle. Dobbiamo essere uniti nel sostenere chi sta cercando giustizia protestando in tutta la nazione”“questi eventi sono la logica conseguenza di una cultura razzista che ha trattato le persone di colore come nemiche fin dalla nascita del nostro paese” insomma, capita l’antifona. Il dipartimento pubbliche relazioni di Ben and Jerry’s non le manda certo a dire.  

Di recente, i rinomati gelatai originari del Vermont hanno trovato qualcun altro con cui attaccare briga. Dopo il governo federale americano, il logico passo successivo era indubbiamente lo stato di Israele. 

In seguito alle recenti e criminali aggressioni israeliane nei confronti della popolazione palestinese, Ben and Jerry’s ha ufficialmente dichiarato che avrebbe smesso di vendere i loro prodotti “nei territori palestinesi occupati da Israele”, ergo Gerusalemme est e la west bank. 

Una cosa simile sicuramente non ridurrà l’etnostato israeliano in ginocchio, ma ciò che merita sono le reazioni. Perché se pensate che il bocia di 5 anni che fa una scenata di fronte alla cassa della Migros per farsi comprare una macchinina sia capriccioso, non avete ancora avuto a che fare con il governo israeliano.

Il primo ministro Naftali Bennet è probabilmente fonte dei commenti più esilaranti: “La mossa è moralmente sbagliata e si rivelerà finanziariamente sbagliata”, già spettacolare, è stato seguito da “Questa decisione è un atto di terrorismo contro Israele e il suo popolo”

Il giornale di regime Haaretz la mette giù in modo un poco melodrammatico: “Chiamiamo a gran voce governo e consumatori israeliani a non permettere il boicottaggio. Il gelato non è una questione politica”.

Ma il meglio deve ancora venire, e giusto per farvi venire l’acquolina in bocca, ecco un’altra citazione da parte del buon Bennet: “il boicottaggio di Israele – una democrazia circondata da isole di terrore – riflette una mancanza di senso comune nella dirigenza. Il boicottaggio non funzionerà, e lo combatteremo con tutte le nostre forze”.

Giusto per ricordarlo, stiamo parlando di gelato. Gelato buonissimo per carità, ma pur sempre gelato. E non è ancora finita. 

Bennet deve aver sfruttato qualche vecchio contatto nei good old US of A. Notizia recentissima, il Governatore della Florida Ron de Santis si è mosso per aggiungere Ben and Jerry’s e la sua compagnia mantello Unilever alla lista di aziende che boicottano Israele (sì, esiste davvero ed è una cosa seria). Lo scopo della lista è bloccare legalmente gli investimenti diretti a aziende e conglomerati che (cito) “discriminano il popolo di Israele”.

Raddoppia poi la puntata la ministra degli interni Ayelet Shaked, che ha affermato di aver già intrapreso contatti con associazioni ebraiche ed evangeliche negli Stati Uniti al fine di boicottare il prodotto anche in patria. “Nelle arene politiche, finanziarie e legali, faremo tutto il possibile affinché Ben and Jerry’s si penta della sua decisione”. Prima dicevo che una mossa simile non avrebbe certo messo in ginocchio Israele, ma vedendo come stanno andando le cose, se boicotta pure McDonald’s ci sbarazziamo di Israele entro fine mese. 

Se non altro, buone notizie per i palestinesi. La prossima volta che truppe israeliane vorranno gettare letame in una moschea o scacciare una famiglia da casa propria a suon di manganellate, baserà prendere in ostaggio una vaschetta di Ben and Jerry’s gusto Tiramisù – minacciando di lasciarla squagliare sotto il cocente sole del levante.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!