Borradori: la faccia pulita della Lega

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La retorica perbenista su Marco Borradori da parte nostra, che siamo sempre stati suoi antagonisti, sarebbe ipocrita. Borradori, recentemente sotto i riflettori per la demolizione degli stabilimenti dell’ex Macello di Lugano, ed ora ricoverato al Cardiocentro per un arresto cardiaco, ha gettato una pesante ombra sul Municipio e sulla sua maggioranza.

Eppure, quello che tutti gli riconoscono, anche quelli come noi che sono sempre stati decisi avversari della Lega, sono una signorilità e una gentilezza che non sono moneta corrente in un movimento che, troppo spesso, ci ha abituati allo squallido degrado del clima politico attuale.

Borradori, definito la faccia pulita della Lega, insieme al Vicesindaco Michele Foletti e al Granconsigliere ed ex capogruppo in parlamento Daniele Caverzasio, rappresenta quell’ala borghese e presentabile di un movimento che troppo spesso l’ha fatta fuori dal vaso.

Basti pensare alle recenti recriminazioni e difese d’ufficio contro i “perfidi” molinari, in relazione ai fischi alla municipale Karin Valenzano Rossi, durante il discorso del primo d’agosto. Fischi che la stessa Lega aveva propinato alla Consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf nel 2014. La coerenza che è sempre sembrata un problema risibile nella Lega, mostra oggi invece la corda, dopo decenni di fanfare e strombazzate che non hanno portato a nulla di fatto.

Borradori negli ultimi tempi, e proprio in seguito alla demolizione -si presume- illegale dell’ex Macello, era stato sottoposto a una pressione pesante, non usuale nel suo ruolo.

Il suo malore e l’arresto cardiaco potrebbero essere frutto, ma ovviamente è solo una supposizione, dell’ansia creata da una situazione protratta per mesi e che per una volta faticava a gestire. 

A Borradori va indubbiamente l’onore delle armi, un vecchio modo di riconoscere il valore di un “nemico” che è stato capace indubbiamente di farsi amare dalla popolazione e dai suoi elettori. La sua verve e la sua capacità di creare empatia sono stati i motivi per cui un anonimo liberale, quale era ai suoi albori, divenne una delle maggiori personalità del nuovo movimento leghista. La Lega dei ticinesi, capace in passato di grandi moti di popolo e di sbeffeggi all’autorità, ha avuto sempre in Marco Borradori il suo volto decoroso, presentabile e borghese.

Con Borradori, sicuramente e a prescindere dal decorso del ricovero in ospedale, dal quale speriamo si riprenda, finisce un’era di supremazia leghista sul Luganese. Michele Foletti, Vicesindaco, pur sposando la linea di Borradori, non ha il carisma né le capacità politiche e di mediazione del suo diretto superiore.

Con l’uscita di scena di Marco Borradori, la Lega si ritrova priva di uno dei suoi cavalli di battaglia, che impone al movimento di Via Monte Boglia un cambio di passo. Un declino che era già cominciato anni fa, dopo la scomparsa del patron Bignasca e che aveva, di conseguenza, mostrato tutte le sue debolezze negli anni a venire. La Lega, negli anni, si è dimostrata un movimento di poltronari e arrivisti, che sgomitavano tra gli altri partiti al grido di “abbasso la partitocrazia” essendo invece a tutti gli effetti, una rappresentazione plateale proprio della spartizione partitocratica di poltrone e prebende. 

Marco Borradori è un personaggio che impone sicuramente la sua impronta sul Luganese. Che piacesse o no, lascia attoniti i ticinesi, abituati a vederlo attivo in vari ruoli, da Consigliere di Stato a Sindaco di Lugano a rappresentare un movimento che, nel bene e nel male, ha fatto la storia del Canton Ticino. 

Nonostante tutto, speriamo in qualche modo che Borradori possa riprendersi, perché quello che conta alla fine, non sono il potere o quello che fa guadagnare, ma la bellezza di godersi la vita di tutti i giorni, con pace e serenità. 

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