Cari Gobbi e Zali, è questo il momento per vaccinarsi

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Veniamo a sapere, grazie a un’intervista, che solo tre dei cinque Consiglieri di Stato si sono immunizzati. Un dato, questo, che lascia perplessi e che ci spinge a chiederci: “come può un ticinese scegliere di vaccinarsi quando chi lo governa, è il primo a non esserlo?”

L’esempio vien dall’alto, dicevano. O, perlomeno, era così un tempo, quando la politica non si limitava solo a fare da imbuto di idee, ma cercava anche di perseguirle in maniera attiva. 

Oggi, pare esser tutto cambiato, e questa tendenza al dire ma poi non fare, oppure al dire ma poi fare l’esatto opposto, c’è la sta mostrando bene chi siede fra le fila dell’Esecutivo ticinese. 

Perché, tramite un’articolo pubblicato il 7 agosto da LaRegione, apprendiamo che solo tre dei cinque Consiglieri di Stato si sono vaccinati. Il 60% quindi. All’appello mancano, nemmeno a farlo apposta, i due ministri leghisti: Claudio Zali e Norman Gobbi.

Il primo, sceglie la strategia del politico incallito per eccellenza, il defilarsi dal discorso con un ermetico “è un tema sul quale non mi piace prendere posizione”.

Peccato solo che di fronte non abbiamo il cittadino qualunque intervistato per strada riguardo l’eutanasia o la cannabis light, ma abbiamo il Direttore del Dipartimento del Territorio, un politico che come tale deve prendere posizione “di mestiere”. E già solo il fatto che un politico decida di non esprimersi su un tema di tale importanza è già tutto un dire.

Il secondo,  che ricordiamo – per chi magari soffrisse di vuoti di memoria – è stato anche Presidente del Governo proprio nel periodo del lockdown, invece dichiara:

“Pur avendo una vita sociale molto intensa, con contatti frequenti, non mi sono mai ammalato, così come non mi sono mai ammalato nei periodi di normale influenza. Tuttavia non escludo di farmi vaccinare, quando riterrò che sarà opportuno e necessario farlo”. Non contento, Gobbi ci tiene a precisare (e ci mancherebbe) che: “attualmente mi faccio tamponare per partecipare ai vari eventi istituzionali o pubblici, come ad esempio il Festival.”

Appunto, vorremmo proprio sapere quando per l’onorevole Gobbi sarà “opportuno e necessario farlo”, dato che, lo stesso Organo da lui presieduto, da parecchi mesi invece sta cercando di incentivare la popolazione ad immunizzarsi.

Perché, dopo due anni di pandemia, dopo tutti i morti che abbiamo avuto, dopo tutti i disagi casuari dal Coronavirus, dopo tutti i danni economici, dopo le innumerevoli conferenze stampa, dopo tutti gli appelli fatti da esperti come Merlani e Garzoni (spesso in presenza proprio di Gobbi), dopo tutte le energie mosse per la campagna vaccinale, dopo frasi come “un’altra ondata non la sopporteremo”, “siamo al collasso”, “non possiamo permetterci una terza chiusura”, vorremmo proprio sapere quando sarà il momento “opportuno e necessario”.

Perché, dopo tutto quello che il Ticino ha subito e patito in prima linea, non possono due rappresentanti del Governo uscirsene con un “non prendo posizione” o “il vaccino lo faccio quando voglio io”. 

Perché è una situazione paradossale. Inverosimile. Tragicomica. Lascia perplessi. Sa di presa per i fondelli e, detto francamente, crea imbarazzo. 

Dove sta la coerenza? E la credibilità? Come potete mandare avanti una campagna vaccinale e pretendere che la popolazione si immunizzarsi quando poi siete voi i primi a non farlo? 

Che esempio volete dare? Che messaggio volete far passare? 

E se la situazione dovesse di nuovo peggiorare, con un’ulteriore ondata? Con quale credibilità il  Governo chiederà alla popolazione di mettere in atto ulteriori misure contro il virus, qualora fossero necessarie? 

Come si può ORA chiedere di fare questo sforzo? 

Ve lo diciamo noi. A queste condizioni, semplicemente, non si può. Quindi, per cortesia, in virtù del ruolo che rivestite, e per tutto ciò che avete predicato in questi mesi: immunizzatevi. 

Perché, cari Gobbi e Zali, è questo il momento per vaccinarsi. E magari, per una volta, fare davvero la differenza. 

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