I corvi e il sesso fra simili e…morti

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Il corvo è un bell’animale. Nero, lucente, ha un che di regale. Poi però ti vengono in mente i film horror, gli “uccelli” di Hitchcock, i cimiteri e le carcasse lungo le autostrade beccuzzate dai nobili pennuti.

E il tuo sguardo verso il nobile animale si fa un po’ obliquo e guardingo. Perché il corvo è una animale necrofago. A dire il vero è un opportunista, mangia ciò che gli capita sotto becco, e tra ciò che gli capita ci sono anche le carogne, succulente, inerti e abbondanti carogne.

Passiamo al sesso. Ci sono un sacco di modi per divertirsi, come si dice, l’importante è che gli atti siano tra adulti e consenzienti: feticisti dei piedi, sadomaso, amanti di questa o quella pratica sessuale. Poi c’è la necrofilia. Che seppur osteggiata, suppongo da tutte le culture, tecnicamente non è criticabile. Infatti il sesso tra una persona viva e una deceduta comporta il consenso della prima mentre alla seconda non frega più niente.

Scherzi a parte, i corvi, oltre che cimiteriali e necrofagi, si sono scoperti anche necrofili. Il che non ce li rende molto più simpatici.

Oddio, mica tutti. Ma una certa percentuale dei neri pennuti, indulge a volte nel sesso con esemplari morti della propria specie. Un’aberrazione demoniaca? La prova che i corvi sono progenie di Satana? (guarda il video ma evitalo se sei sensibile)

Vi piacerebbe eh? Certo, siamo in estate, la stagione ideale per i film horror estivi, quelli che si guardano con la porta finestra aperta ( i più coraggiosi) e il frinire dei grilli in sottofondo, mentre sospetti fruscii si sentono uscire dai cespugli in giardino. Ma qui di Horror c’è poco, la questione è meramente legata agli ormoni e alla confusione mentale di alcuni individui. Leggiamo da un articolo del Post, che ci racconta per filo e per segno la storia di due ricercatori dell’università di Washington, Kaeli Swift e John Marzluff, che nell’aprile 2015 filmarono per caso un corvo che copulava con una carcassa della sua specie. Ma leggiamo la cronaca dell’esperimento, che abbiamo abbreviato per facilitarvi la lettura:

“…Swift ha trascorso tre primavere consecutive a collocare carcasse di corvi nei parchi cittadini di Seattle e nelle aree residenziali vicine (…) Prima di collocare le carcasse, Swift andava alla ricerca dei nidi dei corvi, attendeva che questi li lasciassero per andare in cerca di nuove prede e depositava nelle vicinanze un loro simile morto, in modo da non farsi vedere. Poi attendeva a distanza il ritorno degli abitanti del nido, per osservarne il comportamento. (…)

Amo la scienza. Vi rendete conto di che dedizione ci vuole a girare per una stagione con delle carcasse di corvo in saccoccia, a spiare uccelli dalle pratiche sessuali abominevoli per fare progredire la ricerca? Questa è passione gente. Prosegue il Post:

“…Nel quattro per cento dei casi, invece, i corvi hanno provato a fare sesso con i loro simili morti. Nei casi più estremi, si avvicinavano gracchiando, facevano sesso con la carcassa e poi la riducevano a pezzi.(…)”

Ora io sto per vomitare, e probabilmente anche qualcuno di voi lettori. Me ne scuso e vado oltre, perché la scienza richiede sacrifici, lo sappiamo tutti. Ma perché i corvi lo fanno? Swift e Marzluff provano a spiegarcelo:

“…ci sono corvi con meno esperienza che a causa del forte carico ormonale, tipico della stagione degli accoppiamenti, perdono la loro capacità di gestire correttamente circostanze e stimoli imprevisti. La carcassa di un corvo raccoglie diverse caratteristiche: all’apparenza è al tempo stesso un intruso nel proprio territorio, una potenziale fonte di cibo e un possibile partner. Davanti a tutte queste variabili, alcuni corvi vanno in tilt e rispondono a tutte le possibilità, assumendo un comportamento che appare quasi schizofrenico.”

In poche parole il pennuto va in tilt, come un tostapane in cortocircuito: tanto lo fanno solo i corvi state pensando ora disgustati. Col cappero, comportamenti necrofili si sono riscontrati in diverse specie ed anche nei delfini. Che i delfini siano intelligenti è assodato, e purtroppo casca un po’ il mito del mite (mi si scusi il gioco di prole) mammifero marino, che in realtà è un farabutto. Opportunisti, violenti, i delfini praticano lo stupro anche di gruppo, fanno sesso a volte coi morti e uccidono per sfogare le frustrazioni sessuali. Scusate se ho fatto crollare un mito, ma dovreste essermi grati, non vi sentite meno soli ora come specie umana? Non siete felici di condividere i vostri peggiori difetti con un cetaceo marino? No?

Allora prendetevi un merlo indiano, tanto è parente del corvo, e sperate di non passare a miglior vita quando quello è in estro, sarebbe imbarazzante per le pompe funebri.

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