Il pianto di una donna, il pianto di un popolo

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“Noi non contiamo perché siamo nati in Afghanistan, moriremo lentamente nella storia. Non è divertente?”. A dirlo è una ragazza, dai capelli castani, raccolti in due trecce e gli occhi mori, pieni di lacrime. Della giovane non si conosce il nome, ma la nazionalità sì: è afgana e, in un video di quarantacinque secondi, esprime al mondo le proprie paure nei confronti di un futuro incerto, per lei e il suo Paese.

Il filmato è stato diffuso da Masih Alinejad, giornalista e blogger iraniana. Col ritorno dei talebani in Afghanistan che fine faranno le donne, i bambini, gli anziani, i collaboratori delle forze Occidentali? Col ritorno dei talebani in Afghanistan, che fine faranno i diritti delle persone?

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