L’amore e la rabbia femminile de “La rinnegata”

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Un esordio che lascia a bocca aperta, quello di Valeria Usala. Con le sue protagoniste, Teresa  e la “strega” Maria, incanta il lettore e lo fa riflettere, una volta di più, sull’argomento oramai dominante la narrativa: l’emancipazione della donna.

Teresa è bella e intelligente. Non abbassa mai il capo, nel suo modo di essere la fierezza è una dote naturale. Troppo per il paese in cui si trova costretta a vivere, troppo per la società con cui deve fare i conti. Ma a lei non importano le voci, i pettegolezzi, tutto quel mondo che le va contro. Con il suo emporio prima, l’osteria poi, sa costruirsi uno specifico alla faccia di tutti. Ma non basta. Nemmeno marito e i figli, per quel tipo di cultura una specie di pass, la mettono al riparo dalle malelingue oramai sedimentate e consolidate nel tempo. Nessuno può proteggerla.

In verità c’è qualcuno che tenta di difenderla: Maria, la “bruja” (strega) del villaggio. Quest’ultima è portatrice di una storia che tutti hanno già letto (la serva che viene ingravidata dal figlio del padrone per essere poi “rinnegata“) ma che, grazie alla penna di Valeria Usala, sembra inedita. Pagine di un’intensità commovente. 

E qui siamo alla forza di questo esordio. Una freschezza espressiva che ogni tanto si concede qualche licenza poetica (le rime all’inizio e alla fine), ma che nella semplicità trova una linfa sorprendente. Perché il passato sembra attualissimo e la lotta contro i pregiudizi, contro questa forma di persistente potere, non finisce mai. La calunnia è un venticello che sa trasformarsi in tempesta. Eppure lei, Teresa, con la sua ostinazione, silenziosa ma infinita, non cede.

“La rinnegata” è un romanzo di amore e rabbia, un inno alla resistenza che sa trasformarsi in ribellione femminile. Che è ancora più dura quando si è belli e intelligenti, doti sopportabili quando addomesticate dal silente potere maschile. Ambientato nello sperduto e sparuto paesino sardo di Lolai, la narrazione della Usala va a toccare ulteriori tasti delicati, come la claudicante quanto sempre incerta e pericolosa complicità femminile, la necessità di ribellione all’etichetta che “gli altri” volentieri affibbiano, il saper trasformare la fragilità in forza. Senza mancare di speranza (rinascita?) alla fine del romanzo. E così le storie delle due protagoniste, Teresa ma anche Maria, trafiggono tempo e spazio.

Davvero un bell’esordio. Intrigante per i lettori navigati e necessario per i “nuovi lettori” (un giorno bisognerebbe davvero occuparsi di questa importante cerchia di neo-appassionati). Con due personaggi che vanno ad affiancarsi ad altre figure incontrate quest’anno, l’”italiana” di Catozzella, l’Alfonsina della Baldelli, Lucietta e Lia della Valentini. Davvero un bel campionario. 

Infine, ma non da ultimo, diciamola tutta: quando un esordio riesce è sempre festa. Per tutti. 

“La rinnegata”, 2021, di Valeria USALA, ed. Garzanti, 2021, pag. 198, Euro: 16,00.

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