L’UDC Bellinzona va a catafascio

Pubblicità

Di

Il presidente dell’UDC bellinzonese arrestato per una serie di bazzecole tra le quali corruzione passiva e abuso d’ufficio, è l’ennesimo pilastro che crolla sulle macerie del tempio democentrista della capitale.

Se fossi in Piero Marchesi, invece di fare le solite tiritere sulla RSI cattiva che non da retta all’UDC, tirerei i remi in barca. Anche perché nelle prossime ore di sicuro qualcosina su di loro diranno, soprattutto sul Consigliere comunale UDC, (protetto di Marchesi e messo a capo dell’UDC bellinzonese) che è rimasto coinvolto in un traffico di targhe, denunciato dalla stessa Sezione della circolazione per la quale lavorava.

Simone Orlandi, arrestato e ora rilasciato è stato sospeso dal lavoro, ha inoltre già emanato un comunicato con cui si scusa col partito e la popolazione:

“Intendo altresì dimettermi dalle cariche pubbliche, sia in seno al Consiglio comunale a Bellinzona che all’interno dell’UDC e confido che i miei errori non arrechino pregiudizi al partito.”

Il capo Dipartimento di Orlandi, Norman Gobbi, solitamente furente e furibondo quando capitano queste cose e coinvolgono degli italiani, sembra più contenuto. Chi ricorda lo scandalo dei permessi che aveva coinvolto il suo dipartimento? Allora aveva dichiarato:

“…è stato un errore assumere un italiano presso l’Ufficio della migrazione. Per me non è ammissibile, (…) Per questo motivo nel mio Dipartimento diamo la precedenza a chi è nato svizzero o a chi ha ottenuto il passaporto svizzero in seguito”.

Qui, visto che Gobbi è un UDC onorario, sembra un po’ meno furente del solito, il passaporto svizzero di Orlandi deve avere sopito i suoi istinti bellicosi. Orlandi funzionario del servizio immatricolazioni a Camorino è accusato di corruzione passiva (subordinatamente accettazione di vantaggi), abuso di autorità, appropriazione indebita, acquisizione illecita di dati e riciclaggio di denaro in merito ad alcune irregolarità nella gestione delle pratiche di cessione di alcune targhe.

Gobbi è amareggiato, e anche un po’ arrabbiato e ha dichiarato che questa cosa gli fa male. E ci credo che fa male, visto che è già il secondo caso di corruzione all’interno del suo Dipartimento. Ma sto divagando, quando invece ho voglia di addentare la ciccia del polpaccio UDC. Eh sì, perché il presidente dell’UDC Bellinzona, arrivato dopo le dimissioni in massa del precedente ufficio presidenziale era pistonato fortemente dal presidentissimo Pierino Marchesi.

Dell’UDC di Bellinzona, che giocava allo sfasciacarrozze da anni, abbiamo parlato diffusamente. Una sezione che dire allo sbando è poco, basta scorrere alcuni dei guai (di cui quest’ultimo è la ciliegina sulla torta) in cui è incorsa in pochi mesi. (leggi qui sotto)


Litigi, dimissioni, epurazioni e pesciate in faccia che neanche al mercato di Genova a Natale. Un partito che, almeno nella capitale, è totalmente incapace di gestire alcunché, figuriamoci una città. E sì che Tuto Rossi, eminente membro di questo squallido teatro dei pupi (e a quanto pare legale di Orlandi, ça va sans dire), in campagna elettorale aveva gridato ai quattro venti:

“Se ci tenete ai vostri soldi cambiate squadra in Municipio, è nel vostro interesse” .(leggi qui sotto)

Altro che soldi, se fossimo dei bellinzonesi staremmo in casa con la porta sprangata e lo schioppo caricato a sale appena ci fosse in circolazione un membro dell’ufficio presidenziale dell’UDC.

Questa è un’altra bella gatta da pelare per Marchesi, che supponiamo sia un po’ a corto di presidenti per la sezione bellinzonese. Se vuole aiuto per fare qualche colloquio, comunque, gli diamo una mano noi, siamo bravi a passare al pettine le magagne dell’UDC.

Se la sezione di Bellinzona fosse una filiale della Denner, l’avrebbero già chiusa da un pezzo e riaperta da un’altra parte. Purtroppo un partito, anche se coperto di ridicolo come una crema catalana di frutti di bosco, solitamente non si scioglie. Siamo perciò solidali e facciamo le condoglianze ai bravi bellinzonesi, che si sopportano questo scompaginato circo Knie di politici raffazzonati e dilettanteschi. E lo dovranno fare ancora per almeno 4 anni.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!