Marco Borradori, l’ultima corsa

Pubblicità

Di

Cala dunque il sipario. Con la morte improvvisa dell’enfant prodige della politica canton-ticinese. È così, con un colpo di scena del tutto inaspettato, che si chiude l’avventura terrena di Marco Borradori. Sulla cresta dell’onda da ormai trent’anni. Inconfondibile nei modi. Sempre gentile e sorridente. Decisamente a suo agio tra la gente. Un moderato, tanto da risultare fin da subito il meno leghista tra i seguaci del Nano Bignasca. Così almeno all’apparenza. Perché, pur dimostrandosi incline al dialogo e sempre pronto all’ascolto, la sua fede politica non ha mai vacillato nemmeno per un istante. Mai.

 Marco Borradori è morto oggi, alle 18:10 al Cardiocentro. Le preghiere non sono bastate. A stroncarlo un infarto. Ieri il sindaco di Lugano stava facendo jogging, stava correndo su di una stradina sterrata quando, dietro al campo sportivo di Vezia, si è accasciato a terra. Corridore abituale, si stava allenando per la Maratona di New York. “Basta una passeggiata in mezzo alla natura, fermarsi un momento ad ascoltare, spogliarsi del superfluo per comprendere che non occorre poi molto per vivere bene”. Sono le parole del suo ultimo post su Facebook. Una citazione dello scrittore Mario Rigoni Stern. 

Un addio che tocca nel vivo il Ticino, o almeno una parte di esso. Ed è una doccia fredda soprattutto per chi, in Borradori, ha sempre visto quella Lega dal volto umano capace di parlare anche a coloro che non hanno mai gradito né digerito i modi e gli ideali di un partito nato come un movimento di protesta, reazionario e antieuropeista che, dei toni sprezzanti e della contrapposizione dura e pura, aveva fatto fin da subito la sua cifra politica. Lui, con quei suoi modi da bonario parroco di paese, era il volto istituzionale della Lega, un ruolo sempre ricoperto al meglio, anche se nell’ultimo periodo qualcosa era andato decisamente storto.

Nato politicamente nel 1991 quando fu eletto al Consiglio nazionale insieme a Flavio Maspoli, all’epoca, Marco Borradori era ancora un giovane avvocato alle prime armi. Eppure, con quell’exploit, che scosse nelle sue fondamenta gli equilibri di un Ticino retto politicamente da logiche feudali, s’impose fin da subito iniziando un percorso, una corsa apparentemente inarrestabile. Di sicuro lo è stata dal punto di vista elettorale. Con trent’anni di successi e di continue conferme. Aveva perfino sconfitto Re Giorgio, scalzandolo nel 2013 dal trono di sindaco di Lugano. E prima ancora, per ben 18 anni, era stato Consigliere di Stato a capo del Dipartimento del Territorio.

Se ne va d’estate, a 62 anni, stroncato da un infarto. Esattamente come accadde il 20 luglio del 2000 all’allora presidente del governo ticinese. Il liberale Giuseppe Buffi, pure lui 62enne. Se ne va portandosi con sé l’affetto della gente di Lugano e del Ticino, ma anche con un’indagine pendente della magistratura e i fischi di piazza del primo d’agosto ancora nelle orecchie. 

Se ne va dopo essersi battuto perché il Ticino avesse il suo inceneritore, quello che qualcuno avrebbe ribattezzato ironicamente come il quarto castello di Bellinzona, ma anche da stenuo sostenitore del LAC e di un certo modo d’intendere la cultura, malgrado la posizione della Lega fosse ben altra. 

Se ne va lasciando orfana la Lega dei Ticinesi del suo uomo senza dubbio più amato. Se n’è andato cedendo il testimone di quella Lega dagli esordi gloriosi e travolgenti, della Lega del bel tempo che fu, a Norman Gobbi. Spetterà a lui, all’amico e compagno di molte battaglie, raccogliere la sfida. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!