Salvini: abbandonare gli afghani è inumano

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All’ipocrisia non siamo solo abituati, siamo ormai assuefatti. Sentire una certa politica che si indigna e che poi non fa un beneamato fico secco è ormai abitudine.

Matteo Salvini, anche se ormai non è più ministro, continua a regalarci perle di doppiezza fantasmagoriche, voli pindarici di fesserie cosmiche che ci lasciano lì col naso in mezzo alla faccia.

La tragedia dell’avanzata talebana in Afghanistan è molteplice. Da una parte ONG e associazioni umanitarie da tempo abbandonate a se stesse, dall’altra un governo e un esercito retti dagli statunitensi che si rivelano totalmente inadeguati a resistere all’avanzata degli estremisti islamici sunniti. Questo provocherà e lo sappiamo tutti, oltre ai morti, centinaia di migliaia di profughi.

Ma vediamo che dice Salvini:

Vi viene un rigurgito di bile? È normale. Pensiamo sempre di essere corazzati e di avere ormai visto i più insondabili abissi dell’ipocrisia, quando ci scontriamo con lo schifo superbo che uno come Salvini riesce a propinare ai suoi elettori. 

Salvini fornisce un alibi ai suoi: non siamo gente cattiva, ci dispiace tanto per i poveri afgani e per le loro donne che saranno agnelli sacrificali. E rincara la dose con la solita tiritera: è colpa del governo (sempre degli altri, ovvio, come se lui non ci fosse mai stato).

Sentire parlare di sofferenza un farabutto come Salvini, che sulla sofferenza di immigrati affogati in mare ha fatto la sua fortuna, sostenuto da beceri e insulsi elettori privi di qualsivoglia senso di empatia che non sia per la propria prole, fa venire l’orticaria al cervello.

Questa stessa gente che “piange” per donne e bambini nelle mani dei “tagliagole islamici”, sarà la stessa, tra qualche mese, che rivendicherà il diritto di lasciarli crepare in mare o di dimenticarli a imputridire alle frontiere balcaniche o negli squallidi e inadeguati campi greci e turchi.

Cosa c’entri la Fallaci del suo periodo squinternato e anti islamico non si capisce bene. Ma Salvini non è solo. Quelli che oggi si rammaricano, quello che si disperano per le povere donne afghane che verranno vessate dai talebani saranno completamente sordi e ciechi di fronte alla tragedia della fuga, perché, troppo abituati a bere mojitos in spiaggia, non saranno mai in grado (o non vorranno) rendersi conto che la fuga non è un optional ma l’unica disperata opzione per migliaia di persone che fino a ieri facevano affari, dialogavano o erano legate al governo precedente o a gli americani.

Vogliamo ricordare chi sono i Talebani? Di fede Sunnita, regolano la propria vita con un misto di Shari’a, ovvero legge islamica ortodossa, e Pasthtunwali, la legge non scritta che regola la vita delle genti Pashtun, una specie di codice d’onore. I Talebani sono finanziati principalmente dai Sauditi di fede Wahabita, anch’essa una corrente ultra ortodossa dell’islam. Scriveva il giornalista algerino Kamel Daoud, sul New York Times nel novembre 2015 e citato in un nostro articolo: 

“ (…)Il wahabismo, un movimento radicale messianico nato nel diciottesimo secolo, vuole restaurare un vagheggiato califfato intorno a un deserto, un libro sacro e due luoghi santi, la Mecca e Medina. È un puritanesimo figlio di massacri e del sangue, che si traduce oggi in un rapporto assurdo con le donne, in un divieto d’ingresso ai non musulmani nei luoghi sacri, in una legge religiosa intransigente, ma anche in un rapporto malato con le immagini, con la rappresentazione e, quindi, con l’arte, oltre che con il corpo, con la nudità e con la libertà.” (leggi qui sotto)

Che i talebani, consci di essere in grado finalmente di prendere il potere, siano diventati più moderati, è una conseguenza politica e di opportunità. Le intemperanze dei decenni passati devono finire anche se l’Afghanistan è a stragrande maggioranza Sunnita, la stessa corrente islamica dei talebani Pashtun. La visione dell’Islam, come per tante altre religioni, è variegata e personale, ridurre tutto l’Afghanistan a un’accozzaglia di terroisti o estremisti è sbagliato. 

Certo per molti afgani, l’avanzata talebana è una tragedia, che si tradurrà ovviamente, come dicevamo, in centinaia di migliaia di profughi volendo restare ottimisti. Vedremo allora, l’umana pietas di Salvini fare di nuovo le capriole, in un circo dell’assurdo che esiste ad unico beneficio di menti ottuse e prive di umanità.

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