Suter e i “dittatori elvetici”

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Di Massimo Suter, presidente di Gastroticino e del suo furore rivoluzionario da cucina, ne abbiamo sinceramente pieni gli zebedei. 

“Sono contrario al modo di agire dei nostri ‘‘dittatori’’ democraticamente eletti che, per indurle a vaccinarsi, privano le persone della loro libertà individuale e del piacere di andare al ristorante e a vedere una partita di hockey”, ha dichiarato in merito alle ventilate misure stringenti per locali pubblici e co.

Pur comprendendo le ansie finanziarie (peraltro coperte bene dalla Confederazione), risulta incomprensibile l’irresponsabilità di Suter, che alla fin fine sembra quasi strizzare l’occhio alle peggiori frange no-vax, impippandosene bellamente dei suoi clienti che invece si sono vaccinati. Persone che per scelta (non sempre facile, lo ammettiamo) hanno deciso di proteggere se stessi e gli altri.

E se Suter pensa di vivere in una dittatura, allora che vada a farsi offrire asilo politico dalla Corea del Nord, come hanno ventilato dei meme che hanno impazzato nei mesi scorsi sui social.

“Potrei essere quello che, qualora l’obbligo venisse introdotto, aprirà il ristorante solo ai non vaccinati”.

È la perla espulsa dall’ostrica del presidente di Gastroticino, che non è nuovo a critiche a bombarda contro le autorità federali e cantonali (leggi qui sotto).

Ci sono rivoluzioni alimentari e culinarie, che però di solito riguardano intingoli e bisque, soufflé e potages. Se fare politica è un diritto, ogni tanto qualcuno dovrebbe ricordarsi il ruolo che ricopre ed evitare certi pietosi spettacoli e dichiarazioni che fanno più male che bene al nostro paese.

Questa frangia di “guastatori”, rende più difficile il compito di debellare un virus che sta rendendo la vita dura a tutti da quasi un anno e mezzo. Gente come Norman Gobbi e Claudio Zali che non si vaccinano o tirate come quelle di Suter che prende a braccetto chi non si vuole vaccinare, non fa un servizio al paese, anzi lo porta con, la sua complicità, verso una china scivolosa, dove rischiamo ad autunno di rivedere i nostri ospedali pieni di malati (ovviamente non vaccinati).

Sembra che certi stupidi modi di ragionare, che vedono solo l’immediato senza pensare al domani, la facciano da padrone, in un carosello di idiozia suicida, in cui possiamo anche comprendere la crisi ambientale. L’illusione che tanto non è grave come si dice, è il peggior pensiero che possiamo esprimere. Vivere l’adesso, guadagnare ora, fare profitti immediati, è ormai il cancro di una società capitalistica che da più valore al denaro che alla vita umana o anche solo alla qualità, di questa vita. 

Fermarsi in un ristorante a mangiarsi un buon piatto sorseggiando del vino è uno dei piaceri della vita, se qualcuno vuole goderne, si vaccini, se no c’è sempre una meravigliosa cucina a casa propria con cui dilettarsi.

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