Titanic: un fantasma che si dissolve

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Il Titanic, il glorioso brontosauro del mare inabissatosi al largo di Terranova nelle prime ore del 15 aprile 1912, ebbe come tragico dono per il suo viaggio inaugurale un frastagliato iceberg che impattando lo squarciò lateralmente. Il ghiacciato apriscatole, spedì il transatlantico britannico in poche ore nella gelida plumbea infinità degli abissi, sino a 3800 metri di profondità, portandosi con sé 1600 anime.

Il relitto incorniciato nel mito della ricostruzione cinematografia e nell’epica tensione emotiva di tanta letteratura, nell’illustrazione di gotiche immagini di cadaveri ghiacciati nelle ibernate espressioni dello stupore, vaganti in un marasma di detriti galleggianti e nella ricucitura di storie di incredibili eroismi e di indicibili meschinità, rischia di scomparire per sempre. 

L’allarme è stato lanciato dal  gruppo di ricercatori sottomarini OceanGate , secondo i quali la struttura della nave seppellita nella pancia dei fondali  “si sta rapidamente deteriorando”.

Nel corso di una missione di un mese fa, sono state scattate foto spettrali e filmati che testimoniano la  graduale disgregazione del colosso: i video pubblicati sono di grande impatto, e nell’annodarsi caotico di vegetazione marina. (guarda il video qui sotto)

La fisionomia della nave, testimonia una tragedia che ancora rivendica imperiosa attenzione, ad oltre cento anni di distanza dall’accaduto.

In un primo frammento della durata di una quindicina di secondi, si scorge chiaramente un balcone di prima classe ,una sorta di nicchia del Ritz Hotel di Londra che ispirò la smodata eleganza delle cabine di prima classe  arredate in una stordente girandola di stili che andavano dal Regency, all’Impero, al Luigi XV, al Georgiano e al Rinascimento.  

In una seconda sequenza scorrono i segmenti dell’albero di prua ,crollato diversi anni fa e il malinconico fascino delle incrostazioni azzurrate e dei ghirigori finemente lavorati dalle correnti e dalla ispirazione liquida aggiungono liricità dentro un discontinuo intermezzo di tristezza.

Da ultimo, è possibile cogliere la ripresa del telemotore del Titanic, là dove una volta volteggiava il timone, dove una sorta di ruotante pulviscolo, coreografica nuvolaglia di plancton che nutre un’erosione senza fine, evoca l’approssimarsi di una seconda morte annunciata.

Ocean Gate ha annunciato di voler continuare a monitorare per i prossimi anni il gigante che si spappola , seguendo passo dopo passo la polverizzazione di una fortezza considerata presuntuosamente inaffondabile, partita un giorno dal porto di Southampton per fiondarsi, nel miraggio di un Nastro Azzurro, verso New York .

Il boato dello schianto che rubò l’esistenza di oltre 1600 persone vaga certo con una energia ormai ingracilita dalla supponenza del tempo , ma c’è ancora qualche menestrello che recita la sua ballata che riassume con efficacia le tacche del censo che accomunò, non in pari misura, i destini dei viaggiatori: 

”  La prima classe costa mille lire/ la seconda cento, la terza dolore e spavento/ E puzza di sudore dal boccaporto/ e odore di mare morto”

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