Un tifo da terremoto

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Che gli italiani siano un pelino irruenti nel tifo si sa. Una simpatica attitudine che, per esempio durante i passati campionati europei, registravamo ad ogni goal della nazionale, con boati simili a temporali o, in caso di vittoria, con caroselli che ricordano un misto tra un maleström scandinavo e un corteo imperiali di buccine. Insomma, un casino della madonna.

È il bello degli italiani: impulsivi, caciaroni, pieni di entusiasmo. Insomma, sono un po’ dei terremoti, come diciamo spesso dei bambini vivaci.

Ho detto terremoti? Beh, lo sono in senso letterale. Perché i sismografi, e non sto mentendo, hanno rilevato una leggera scossa tellurica durante la finale Italia- Inghilterra. Wembley: Siamo al 67esimo minuto, quando il difensore Leonardo Bonucci, segna il gol del pareggio. Potete vedere qui il diagramma del sismografo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.


A causare la scossa, sono stati proprio i tifosi, con la loro esultanza, roba da far tremare la terra. Il sisma è stato rilevato a Montecelio, nei pressi di Roma. Non ci è dato sapere cosa abbiano i tifosi Montecelioti che gli altri non abbiano, di certo non li si può accusare di fare un tifo tiepido.

Non sarebbe comunque la prima volta che il tifo supera il rumore di fondo per creare sussulti nei sismografi. Se ci pensiamo un attimo ci possiamo arrivare, chi e dove può aver provocato altre scosse? Quelli che l’istituto definisce “segnali sismici di felicità”? Ce lo rivela Francesco Bianco, direttore dell’INGV:

“Mi accadde per la prima volta tra gli anni Ottanta e Novanta, quando Diego Armando Maradona giocava per la squadra calcistica del Napoli. I salti della tifoseria partenopea, in visibilio all’interno dello stadio, producevano segnali di una ampiezza superiore al rumore di fondo. Dai nostri monitor sismici dell’epoca potemmo verificare che a generare un particolare segnale “sismico” era anche il tifo per il giocatore del Napoli Antônio de Oliveira Filho, noto come Careca, famoso per tiri particolarmente forti. Il coro a lui dedicato recitava “Carè Carè Carè, tira la bomba, tira la bomba!” e a quel punto il pubblico saltava. Ciò produceva un movimento che veniva puntualmente registrato. Erano chiaramente riconoscibili anche i segnali scaturiti dalle esultanze ai goal di Maradona.”

E chi, se non i napoletani, potevano far tremare la terra ai goal del Pibe de oro? La leggenda calcistica assurta a icona santificata al pari di San Gennaro?

Qui il mio orgoglio casinista si infiamma, e mi fa rodere di invidia per i napoletani e i tifosi di Montecelio, che sono in grado di esprimersi come forze della natura, come quegli antichi dei venerati una volta dai loro antenati, come Zeus, che colpiva la terra coi suoi fulmini. 

In confronto, noi svizzeri, col nostro tifo educato e ben codificato, possiamo solo sperare di emulare i maestri, che simili a divinità dell’oltretomba fanno risuonare idealmente nell’ade le martellate di efesto, fabbro degli dei.

Comunque, a sentire l’INGV, segnali sismici di origine “umana”, sono più frequenti di quel che sembra, spesso legati a concerti e eventi sportivi ma, soprattutto, e non c’era manco bisogno di dirlo, nella zona di Napoli.

E qui il discorso degli dei calza a pennello, perché Neapolis, fondata nell’ottavo secolo avanti cristo, fu una delle principali colonie greche di Italia, diventando importantissimo centro religioso e culturale per la regione. Può essere che gli antichi dei dell’olimpo, ogni tanto scendano tra i mortali in occasione di importanti partite e, amanti dello sport, esprimano il loro compiacimento e facendo così tremare la terra.

Oppure più semplicemente i tifosi di quelle parti sono una banda di facinorosi e simpatici farabutti che quando esultano vibrano come diapason impazziti. A voi la scelta!

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