Blocher e la paura di una dittatura

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Un po’ Berlusconi, un po’ Salvini, con una spruzzatina di Trump e due gocce di Orban. Ecco cosa penso sinceramente di lui, dell’ex Consigliere federale democentrista Christoph Blocher, del miglior rappresentante di sempre della destra estrema in Svizzera. Soprattutto quando lo sento ripetere le stesse identiche cose dette dai suoi compagni di merende. Come se la destra sovranista avesse lo stesso identico suggeritore pronto a imbeccare la squadra. In una recente intervista il grande vecchio ha perfino sventolato lo spettro della dittatura, giudicando “pericoloso” il comportamento delle autorità elvetiche.

Durante la pandemia, lo Stato ha avuto i pieni poteri. Ciò è pericoloso. I politici tendono sempre a estendere il proprio potere se non viene loro impedito di farlo”, ha raccontato Blocher nell’intervista rilasciata alla NZZ. Ecco perché i segnali di una dittatura, secondo lui, ci sono tutti. Ovviamente ad essergli andato di traverso è il Covid Pass e l’estensione di tale certificato. E giusto per essere coerente con la propria fama di avaro, l’ormai ex leader UDC, si è invece dichiarato d’accordo con la scelta di rendere i tamponi a pagamento. Basta regali. Ovviamente, che Christoph Blocher sia contrario all’introduzione e all’estensione del Green Pass, o certificato Covid che dir si voglia, non è né una novità e neppure un mistero. 

A suonare un po’ stonato, se non addirittura ridicolo, è però l’appello alla moderazione rivolto nei confronti del Consiglio federale, reo di non aver tenuto conto del fatto che “la libertà dei cittadini dev’essere messa in primo piano”. Peccato che la libertà di fare quel cavolo che ti pare, non è liberta. È il caos, è la giungla. È il Far West che la legge e lo stato di diritto cercano di arginare. Perché è solo nelle regole che può esistere una forma di libertà condivisa. Altrimenti, quella che Blocher chiama libertà è solo l’arroganza del più forte o del più ricco che pretende di fare quel che vuole senza che vi sia qualcuno a imporgli delle regole. Perché un gioco senza regole è la guerra. 

Anche se il vero cortocircuito, per me, sta nel fatto che se il nostro buon Blocher avesse studiato un po’ di più la materia, saprebbe come nella vicina penisola, coloro che sono scesi in piazza per protestare contro il Green Pass, sono quelli che, più di tutti, rimpiangono proprio l’epoca delle dittature. Sono i “no vax, sì Dux”, come li ha brillantemente definiti l’ex segretario del PD Pier Luigi Bersani. Ecco perché sentire il bue che dà del cornuto all’asino è francamente grottesco. Anche se, di fronte alle affermazioni di Blocher e agli episodi di violenza, agli scontri di piazza avvenuti a Berna e nati proprio dalla protesta contro il Covid Pass, c’è davvero poco da ridere.

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