C’era una volta “Generazione 56K”

Pubblicità

Di

Per prima cosa va detto che “Generazione 56k” è davvero una gran bella sorpresa. La serie Netflix ideata e co-sceneggiata da Francesco Ebbasta, uno dei fondatori dei The Jackal, il gruppo che ha fatto della comicità intelligente e dell’ironia la propria carta vincente sul web, diverte ed emoziona, raccontandoci di quella generazione di adolescenti che, a metà degli anni Novanta, scoprì internet. “Generazione 56k” è però una serie a sé stante che con lo sciacallo ha poco a che spartire. 

Giusto un paio di attori e qualche momento che ci riporta a quel tipo di atmosfere lì. Per il resto si tratta soprattutto di un racconto che fa suoi gli stilemi della vecchia e cara commedia romantica. E lo fa – nei momenti più riusciti – cogliendo la malinconica allegria e quelle atmosfere cariche di nostalgia che ci riportano al Massimo Troisi dei tempi migliori. Quello, per capirci, di “Ricomincio da tre”.

Ambientata tra Napoli e l’isola di Procida, la serie ci restituisce le vite, i sogni e l’adolescenza di Matilda e Daniel, in pratica i due protagonisti principali che vent’anni dopo aver stretto un legame d’amicizia e di complicità all’epoca dei modem a 56k, per una coincidenza dettata dal destino, s’incontrano di nuovo. Si annusano, si piacciono. Lei sa benissimo chi è lui, lui invece ignora assolutamente chi sia lei. 

Eppure come in ogni storia romantica che si rispetti, i due, che sono uno la mezza mela dell’altro o, se preferite, l’altra metà del cielo, finiranno per assecondare quel folle folle sentimento che si chiama amore. E lo faranno nell’epoca degli smartphone e delle app d’incontro, loro che appena vent’anni prima, quand’erano ancora ragazzini, avevano assistito ai primi vagiti del World Wide Web. 

Si ritrovano, si piacciono, certo. Ma, alla fine, anche loro devono fare i conti con una legge universale che ci riguarda tutti. E cioè che la vita è fatta di scelte. Di decisioni che vanno prese in fretta. Anche a costo di chiedersi poi, a distanza di anni, cosa sarebbe accaduto se invece di andare a destra fossimo andati a sinistra. O viceversa. Soprattutto quando ci si trova di fronte a un bivio. 

O quando il treno che passa è quello e un altro uguale non ne passerà più. Un’offerta di lavoro. Un viaggio. Un amore. Un amore che in “Generazione a 56k” si muove sul filo dei ricordi e della musica che è indissolubilmente legata a quegli anni, proprio come la canzone degli 883 scelta per fare da colonna sonora alla serie. Quella “Come mai” che parla delle sensazioni che prova un ragazzo quando s’innamora e cambia. Cambia pelle. Irrimediabilmente e per sempre.

A far da contorno alla love story di Matilda e Daniel ci sono poi le storie dei loro amici di sempre. Come loro testimoni di quella che, senza dubbio, è stata l’ultima vera rivoluzione epocale. La rivoluzione digitale. Che come tutte le rivoluzioni, rivista con gli oggi di oggi fa davvero tanta nostalgia. Una rivoluzione che ha mosso i suoi primi passi con apparecchi che visti oggi ci fanno semplicemente tenerezza. Proprio come nel caso del modem a 56k, quell’aggeggio che gracchiava metallico ogni qualvolta si connetteva a internet attraverso la linea telefonica. Ma senza il quale, di sicuro, non saremmo ciò che siamo oggi in epoca social.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!