Ceresio, un lago solo da guardare?

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Oggi parliamo di lui, del lago che bagna Lugano e che da Porlezza scende fino a Porto Ceresio. Un maestoso specchio d’acqua che, non di rado (e parrebbe sempre di più in futuro), si colora di una bella tinta verderame, tanto che l’anno scorso le sue immagini hanno addirittura fatto il giro del mondo. Un lago che soffre, perché il color verde brillante è dato dalle alghe che, a causa dell’aumento ben al di sopra dei normali livelli della temperatura dell’acqua, crescono oltre il dovuto. È quindi un lago da salvaguardare, da proteggere. E, perché no, da valorizzare. Così, anche per questa ragione, è stata accolta con favore la notizia degli scorsi giorni in merito all’inaugurazione della E-Ceresio, la prima motonave a propulsione totalmente elettrica e a emissioni zero.

Questa motonave eco-vintage è la prima dell’intera flotta di battelli attivi sulle acque del Ceresio. Ed entro una quindicina d’anni tutti i battelli andranno incontro allo stesso destino. Un primo passo fatto senza dubbio nella giusta direzione, apprezzato dagli abitanti della regione, ma ancor di più dalla natura e dalle acque del lago nelle quali appena qualche settimana fa si lamentava la presenza di carburante fuoriuscito da una barca della SUPSI ormeggiata in un pontile accanto alla riva. Ogni tanto purtroppo capita. Come se già non bastassero gli altri grattacapi.

Nonostante l’inconveniente delle alghe, o dell’inquinamento da idrocarburi, il Ceresio è un lago che vanta numerosi amanti ed estimatori. Eppure, a Lugano, gli accessi per poter fare il bagno nelle sue acque, sono ahimè limitati. Senza contare poi le auto che scorrono sul Lungolago. Non proprio un bel biglietto da visita pensando al turismo. Proprio per questo motivo, nel mese di luglio dello scorso anno, il Municipio di Lugano aveva annunciato la creazione di sei nuovi accessi al lago, ma non solo. Il progetto, stando al comunicato del Municipio, prevedeva anche dei getti d’acqua per i più piccoli in centro città. 

“Per ampliare le possibilità di fruire del lago e consentire a residenti e turisti di scegliere luoghi di svago diversi da quelli più conosciuti e frequentati saranno creati sei nuovi accessi direttamente all’acqua e altrettante piattaforme galleggianti.” Si leggeva nel comunicato. Una decisione presa dopo i non pochi disagi riscontrati alla Foce del Cassarate (probabilmente vittima del suo stesso successo) con i continui assembramenti avvenuto nel corso della primavera del 2020, nel pieno della prima ondata di Covid-19. 

Un modo per andare incontro ai bisogni dei cittadini, certo, soprattutto in un periodo difficile com’è stato quello vissuto da tutti noi nel corso della pandemia. Ma forse più a parole che a fatti, visto che quel bel progetto si è chiuso dopo la realizzazione di quarto accessi, visto che uno dei sei, nel mentre, era risultato troppo pericoloso e quindi inutilizzabile. E chissà quanto ci toccherà aspettare prima di poterci godere il Ceresio in costume da bagno e infradito, preoccupandoci solo di trovare un angolo in cui piazzare l’ombrellone. È solo fantasia, lo so. 

Ma quindi il Ceresio è solo un lago da guardare e… da non toccare? Qualcosa indubbiamente è stato fatto. Ma forse più a parole. Sempre negli scorsi giorni un gruppo di esperti denominato LONGLAKE ha sottolineato la necessità di introdurre delle regole per la riduzione del traffico. A questo proposito, il gruppo ha proposto l’adozione di un pacchetto di misure, tra cui la definizione di una zona 30 km/h e la creazione di due aree d’incontro sul Lungolago a 20 km/h. Dal LAC a Piazza Indipendenza. E insomma staremo a vedere. Nel frattempo, arrivederci alla prossima estate!

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