Di libertà, memoria, esperti e virus

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Riceviamo e pubblichiamo: La memoria corta, i politici invincibili, gli esperti in virologia, la libertà individuale e la fine della pandemia.

Vi sono alcune persone, politici in particolare, ma più in generale tutti quelli che rifiutano di farsi vaccinare, che citano come mantra la “libertà individuale”. Ora, questa declamata libertà individuale, deve essere chiaro, corrisponde né più né meno alla libertà di non mettere termine alla pandemia; chi non si vaccina, senza valido motivo (immunità data da una guarigione, assenza di contro-indicazioni…), decide di essere un potenziale vettore del virus, accetta di fare parte della catena di trasmissione; accetta quindi di protrarre nel tempo la situazione che purtroppo viviamo da diciotto mesi, con tutti i suoi corollari (chiusure di ristoranti e bar, limitazione all’accesso a stadi, cinema, musei, sovraccarico delle strutture ospedaliere, eccetera). 

Viene spesso detto che la libertà di un singolo finisce dove comincia quella dell’altro. Questo non è il concetto che i paladini del non-vaccino applicano.

C’è davvero bisogno di ricordare che l’epidemia ha già fatto quasi 4,5 milioni di morti nel mondo, di cui oltre diecimila in Svizzera?

La libertà delle persone che rifiutano il vaccino è da loro stessi considerata come sacra, mentre quella della collettività, cioè la libertà di lottare contro la pandemia e di immaginare il ritorno a una vita senza restrizioni, è da loro vista come espressione dei più terribili e orrendi totalitarismi (vedi evocazione da parte dei vaccinofobi) di una immane tragedia come la Shoah, con i poveri non-vaccinati che starebbero subendo un tentativo di Olocausto sanitario e amministrativo.

Chi non si vaccina rende obbligatorio (potremmo dire “paradossalmente”) l’introduzione (o imposizione) da parte dello Stato di misure come il certificato COVID, tanto vituperato in particolare da chi non vuole partecipare allo sforzo collettivo di lotta contro il virus.

E non credo che chi non si vaccina, e ha a cuore la protezione della propria sfera privata e della propria libertà, clicchi (per esempio) su “rifiuto i cookies”, o rinunci ad utilizzare la Cumulus o la Supercard o la VISA, o faccia attenzione a disattivare le funzioni di tracciamento del proprio telefonino… queste sarebbero azioni veramente coerenti se l’obiettivo è quello di difendersi dalle ingerenze di terzi!

Purtroppo siamo ogni giorno confrontati con “scettici”, “critici”, “eroi della resistenza”: 

– gli “Amici della costituzione”, Talebani della lettura del testo fondamentale della Confederazione, che vorrebbero applicarla come gli estremisti islamisti vorrebbero vedere applicate le parole scritte nel Corano, e che non accettano che in una democrazia vigano delle leggi che sono sviluppate per potere interpretare e rendere concretamente attuabile quello che è scritto nella costituzione. 

– certi politici che, fieri e senza mollare, rivendicano la loro salute di ferro, che trova la sua forza nella loro genetica superiorità e in una leonina dieta complementare ricca in vitamine e oligoelementi. 

– i neo-virologi e neo-genetisti che hanno studiato sul loro smartphone tra un blog, una conferenza Zoom e una story Instagram, e che possono ormai asserire senza ombra di dubbio che l’RNA rischia di integrarsi al genoma umano, che siamo tutti cavie vittime di Big Pharma, che si stava meglio quando si stava peggio (vaiolo, poliomielite, epatite B, tetano…e  che peccato che i vaccini esistano).

Purtroppo però oggi non siamo più confrontati a un dibattito sui fondamenti della situazione. Oggi nessuno si rende più conto che i ristoranti e gli stadi erano (saranno?) “off limits” perché c’è un virus che contagia facilmente e che uccide o porta a subire effetti collaterali anche a lungo termine una parte non trascurabile di quelli che colpisce. Oggi l’oggetto della discussione è la declamata “libertà individuale”. La stessa “libertà individuale” che gli stessi politici annegano bellamente a proposito del matrimonio per tutti, ma questo è un altro dibattito.

La libertà di vivere una vita esente da verifiche sullo stato vaccinale, da complicati iter per ottenere un certificato di negatività, da mascherine e disinfettanti, da rapporti sullo stato dei reparti di terapia intensiva, questa libertà la otterremo in un solo modo, e questo non è opinabile: la ritroveremo quando la pandemia sarà solo un ricordo, e nessuna soluzione per giungere a questo traguardo è stata presentata dagli eroici scettici, nessuna! 

Visto che non possiamo chiedere al virus di, “per favore, sparire così come è apparso”, la sola, unica e semplice via da seguire è quella dell’immunità. 

Possiamo ottenerla in due modi questa immunità: ammalandoci e guarendo (incrociando le dita) o vaccinandoci. La prima opzione se ho ben capito è quella scelta da chi sbandiera il desiderio di riaperture senza limiti, di abolizione delle regole, di fare come se nulla fosse. La seconda è quella che sceglie chi ha fretta di contenere e vincere l’epidemia. E una volta sconfitto il virus potremo di nuovo finalmente tornare a pensare a cosa vuol dire “libertà”.

Luca Tagliabue

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