Ercolano e la dieta pre-eruzione

Pubblicità

Di

Un gruppo di ricercatori dell’ Università di York ha pubblicato sulla rivista “Science Advances” un coinvolgente studio che descrive la dieta osservata degli antichi abitanti di Ercolano, traditi dalla eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. 

Attraverso innovative analisi condotte con i sofisticati metodi dell’archeologia biomolecolare sui resti umani, sono state coerentemente ricostruite le consuetudini alimentari della società romana dell’epoca, quando il vesuvio eruttò, seppellendo le due cittadine costiere.

Oliver Craig, capo del team che ha lavorato e indagato in collaborazione con i parchi archeologici di Ercolano e di Pompei e con il Museo della civiltà di Roma, ha specificato che grazie a un nuovo approccio collaudato (per l’investigazione degli amminoacidi delle ossa), ed in modo specifico degli isotopi di azoto e di carbonio, gli esperti sono giunti all’individuazione di:

“differenze significative nelle proporzioni di alimenti di origine marina e terrestre consumati da maschi e femmine, il che significa che l’accesso al cibo era differenziato in base al genere”

Esiste finalmente un “registro ufficiale” relativo ai cibi più presenti sui deschi dei tanti Calcedonio e Pomponia , nei casi più fortunati serviti da una leggiadra ancella, alla quale vorremmo attribuire il nome di Tardinia, giusto per rallentare, anche per un un solo istante, l’irruzione dei tragici versi di Orazio :

“La pallida morte bussa con piede imparziale ai tuguri dei poveri e ai palazzi dei re”.

Oliver Craig rivela che gli uomini mangiavano in genere più pesce e cereali, mentre le donne tendevano a masticare più prodotti animali e frutta e verdura.

I risultati raccolti hanno permesso di quantificare la significativa attrazione esercitata dai frutti di mare, 

assai più abbondanti di quanto lo siano nell’odierna dieta mediterranea.

La sintesi fondamentale resta quella di un mondo dove l’accesso giornaliero a determinati alimenti 

era scandito non solo dalla fame o dalle diverse opportunità di approvvigionamento, quanto da molteplici coordinate culturali  espresse dalla condizione di censo sociale e dalle provenienze geografiche dei soggetti di una collettività fortemente eterogenea.

Ercolano non finisce di stupire e dal buco di una serratura che viene dai millenni non ci stanchiamo di razzolare fra le consuetudini commestibili, i nutrimenti tradizionali, i vezzi originali, le pietanze che tramavano con il vizio e le bevande che generavano gloriosa e oscillante assuefazione.

Terminerei, se mi concedete ancora qualche riga , con l’ incomparabile sarcasmo di Marziale che così descrive, in uno dei suoi inarrivabili epigrammi, un oste poco onesto : 

” Troppa pioggia quest’anno: l’uva è bagnata. Anche volendo, oste, vender vino senz’acqua non potresti”.

Lancio intanto una sfida a Craig : rintracciare , attraverso l’osservazione degli amminoacidi delle ossa, tracce di vino annacquato o adulterato , quel vino che in latino maccheronico i semplici di spirito sono soliti chiamare “Taroccatum”. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!