La fobia

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Fobie. Beh, tra le più famose ci sono l’aracnofobia, la paura dei ragni, la claustrofobia, che colpisce chi ha paura dei posti piccoli e chiusi, e poi, ci sono le fobie “strane”- per chi non ne è colpito – come la papiliofobia, la paura delle farfalle, o la cherofobia, che è un’avversione alla felicità. E cosi via.

Prendo ad esempio l’acrofobia, la paura delle altezze. Per quanto possa essere irrazionale, se affacciarsi da un balcone al settimo piano o dalla diga del Luzzone, crea un po’ a tutti un certo effetto, per una persona acrofobica diventa un’impresa impossibile e terrorizzante. 

È assolutamente inutile provare a convincere che la diga o il balcone sono stabili così come lo è la ringhiera di protezione. Ancor più inutile parlare di statistiche, di calcoli statici, di studi o chissà cos’altro; la persona fobica troverà sempre un giustificativo alle sue paure.

E propio oggi, parlando con un amico, mi sono accorto che esiste una “nuova” fobia, la chiamerei “coronafobia”, che è ancora più subdola delle normali fobie. 

La coronafobia colpisce in maniera uguale chi ha paura dei vaccini e, in maniera opposta ma con la stessa intensità, chi è a favore.

Ho impiegato molto, forse troppo tempo, per capire che è solo energia sprecata discutere con una persona fobica delle sue (o forse mie) fobie, qualsiasi fobia si tratti.

Cosa fare? Beh, a dire il vero ho deciso di risolvere il dilemma nella maniera più semplice: appena capisco che la persona con cui discuto è fobica mi arrendo. Non ho una formazione di terapeuta, non ho tempo e forse nemmeno la voglia per parlare con una persona bloccata sulle sue paure e cambio quindi discorso dicendolo apertamente. 

Sono codardo? Forse, o forse sono fobico alle perdite di tempo… hai paura delle altezze? Ti parlerò di torte. Sei coronafobico? Parleremo, a distanza, del modo migliore per fare il punto croce ad uncinetto… ma no, non mi farò più trascinare in inutili e sterili chiacchiere. E detto tra noi, il sistema pare funzionare bene.

Se non ci credi prova, ma inizia dalle cose facili. La coronafobia è da classificare nelle più difficili da trattare.

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