La suora no vax denunciata dal fratello

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Se le vie del Signore sono infinite, quelle del buon vaccino risultano così perigliose da far vacillare perfino una pax familiare abbastanza consolidata. L’ostinazione di una monaca del monastero di Montegalda nel vicentino,  caparbiamente No Vax e contraria alla blasfemia delle iniezioni,è stata denunciata dal fratello.

L’uomo, un  medico in pensione e convinto sostenitore del siero anti-Covid, ha segnalato ufficialmente la faccenda al Vescovo della Diocesi di Padova.

In queste ore, galoppando fra i colli Berici ed Euganei circola rovente la vicenda della suora ribelle, capace di evocare l’intervento dell’esorcista contro le malefiche scorribande dei malefici demoni Pfizer e Moderna, assatanati di braccia da perforare nella finta Apocalisse di una pandemia tutta da dimostrare.

“Il Gazzettino” riporta i contenuti di un caso di straordinaria disobbedienza e di ostinata diffidenza che hanno fatto fibrillare i vertici della diocesi, alle prese con una circostanziata e scocciatissima mail di un fratello medico, arcistufo dei temporeggiamenti oranti ma perduranti della sorella settantasettenne, energica guida di una comunità religiosa propensa a promuovere rosari a parziale sfavore di virologi e di portatori di fialette.

Il tenore dello scritto è assolutamente deciso : 

“Nonostante l’appello al vaccino del Papa, dei vescovi e del presidente Mattarella…avete un covo di No Vax che spinge in tal senso anche con foto e appelli al  limite del ridicolo. E’ il monastero a Montegalda con la madre superiora che vive di cellulare e di quotidiana e sciocca propaganda No Vax. Il colmo è che è mia sorella”.

Non si è fatta attendere, dopo qualche ora di attonita riflessione ecumenica, la nota di don Daniele Longato, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali, dove si assicura l’avvenuto invio di periodiche informative a parroci e realtà religiose circa la necessità di attenersi – con modalità comunque non priva della grazia – alle indicazioni del governo sulle varie norme e sui comportamenti da rispettare nel diluvio pandemico, non trascurando i canonici distanziamenti e l’utilizzo delle mascherine, in primis nelle fasi di orazioni recitate con foga salivare.

L’inoculazione del vaccino, nell’alveo del mondo ecclesiastico, è tuttora considerata come un “caloroso invito” comunque facoltativo , esclusivamente demandato alla responsabilità personale di ciascuno.

La suora No Vax sembra essersi lievemente ammorbidita, al punto di rilasciare alla stampa una dichiarazione ben soppesata, dopo estenuanti meditazioni sotto le arcate del chiostro:

“E’ vero, non sono vaccinata, ma a settembre penso che lo farò. Ho voluto aspettare l’estate perché in estate non c’è grande pericolo. Ma se questo morbo ricomincia e fa tante vittime…allora vado”.

Pare che il fratello medico, davanti a quell’ambiguo “Allora vado” , abbia strabuzzato gli occhi, affilando le unghie per una eventuale seconda manche, ovviamente sotto il segno laico e pacificatore di una mazza da baseball in gommapiuma.  

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