La violenza demenziale dei no-vax

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Si moltiplicano i vergognosi episodi di furore, che non sembrano avere un obiettivo preciso a parte distruggere. Giornalisti aggrediti e, sabato a Milano, a una manifestazione no-green pass, un gazebo elettorale dei 5 stelle distrutto.

https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/milano-i-no-green-pass-devastano-gazebo-dei-5-stelle-tra-insulti-e-minacce/394758/395467?ref=RHTP-BS-I278612739-P11-S5-T1

Perché a questo siamo. La costellazione che, per comodità, chiamiamo no-vax, e lo abbiamo visto bene anche da noi, con quelle poche centinaia di persone in piazza a Bellinzona, è un gruppo di negazionisti tout court. Tra di loro troviamo gli insoddisfatti a prescindere, coloro convinti che in qualunque modo e in qualunque tempo, qualcuno stia complottando per fregarli o fare loro del male.

A questo punto, che sia la la tassa per il tè, il buco dell’ozono o il green pass, poco importa. L’importante è la sollevazione di popolo, la bestia, sentirsi parte dell’animale che si alimenta di furore e nelle piazze, urla, rifiuta il dialogo, picchia e distrugge.

Questa gente non sono “i cittadini”. I cittadini, coloro che appartengono alla società e ne capiscono le regole e i doveri, dissentono, discutono, litigano anche, ma rimangono entro quella sottile linea rossa che rifiuta l’aggressione fisica.

I no vax invece, sembra che cerchino il tafferuglio, la rissa, vogliono che la loro rabbia trovi uno sfogo. Lo abbiamo visto purtroppo nelle numerose manifestazioni, soprattutto italiane, con giornalisti aggrediti verbalmente, spintonati e addirittura presi a pugni, come recentemente avvenuto a un giornalista di Repubblica.(guarda il video)

Al punto che anche un giornale privo di regole e di estrema destra come Libero, è arrivato a condannarne le gesta.

La china di questa gente è pericolosa e rasenta il terrorismo. Per loro non basta dissentire, serve agire, aggredire, mordere. Sono l’equivalente delle frange statunitensi di QAnon, paranoidi, con manie di persecuzione e con la follia pronta in tasca. Gente che da un momento all’altro, con un tam tam social può assaltare un campidoglio e lasciare sul terreno cinque morti.

Sottovalutare questi moti di popolo, che in realtà coinvolgono una minoranza seppur rumorosissima, è da ingenui e da irresponsabili. Il margine che hanno deve essere ridotto, anche perché se fossero molinari, sarebbero già in gattabuia da un pezzo. 

Io discuto (per modo di dire) spesso con questa gente sui social in chat. La discussione è a zero, una buona parte di loro ti tratta come un deficiente asservito al potere, una minoranza ti minaccia o insulta. Come i malati di QAnon, le loro credenze sono basate su fake news o sulle dichiarazioni di personaggi cialtroni che una volta analizzato il loro curriculum fanno venire la pelle d’oca. Come il “dottor” Stefano Scoglio, che medico non è per nulla e che è intervenuto alla manifestazione di Bellinzona insieme a due avvocati cagliaritani. Si vede che “esperti nostrani” non se ne sono trovati. (leggi qui sotto)

Pagliacci in cerca di gloria, che trovano un fantastico humus in queste persone incarognite dalla vita e spaventate a morte da cose che non vogliono vedere nemmeno se gli si palesano davanti. Persone che sono capaci, come è già capitato, di negare il covid anche se intubate. Una tristezza infinita.

Accettare che esistano gruppi del genere non è difficile, anche se lascia profondamente amareggiati. D’altra parte la maggioranza, silenziosa e consapevole del momento che viviamo, deve essere tutelata da questo pensiero folle e demenziale. Lo stato deve intervenire, deve essere presente e deciso. Non si capisce infatti perché a Bellinzona non ci fosse neanche un poliziotto mentre per una manifestazione pacifica pro molinari a Lugano si erano mobilitati anche reparti confederati di polizia anti-sommossa.

Ripeto, sottovalutare questa gente è pericoloso. Tra loro si annidano personalità profondamente disturbate e sorde alle normali esortazioni che smuovono i cittadini consapevoli. Se si vuole cercare di debellare la pandemia, questa gente va messa in condizione di non poter nuocere agli altri, un male che divulgano sia con la propaganda che col proprio agire. Anche perché sono già convinti di vivere in una dittatura.

Sandro Pertini, forse il presidente italiano più amato della storia scrisse:

“È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature.”

Sono però certo che Pertini, uomo di cuore ma volitivo e decisionista, non avrebbe tollerato questa vergogna, dove una minoranza, rischia di creare un regno di panico e disordine. Dove una minoranza, in nome della democrazia, impone agli altri le proprie scelte.

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