Le paralimpiadi dell’animo

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Continuo a parlare di me, della mia salute mentale e di come sto, fermo restando che penso sia difficile per altri comprendere il vero stato d’animo (complesso, fluttuante e incontrollabile) che ogni persona può sperimentare in certi periodi.

Lo faccio perché mi hanno detto che è importante, per me e per gli altri. Lo faccio perché mi hanno detto che ero “pigro e menefreghista”. Lo faccio perché secondo me è un punto di forza, trasparenza e affidabilità.

Da domani comincerò a prendere il litio, un farmaco utilizzato principalmente nel disturbo bipolare come stabilizzatore dell’umore. Di medicamenti ne ho provati molti: xanax, valium, tranxilium, lexotanil, brintellix, fluoxetina, gabapentina, pregabalina, olanzapina, sequase, e così via. Anche di terapie, eh: cognitivo-comportamentabile, sistemica, della gestalt, dialettico-comportamentabile e così via.

Insomma, non me ne sto con le mani in mano. Ci vuole un sacco di sforzo per stare “meglio” quando ti diagnosticano dei disturbi psichiatrici invalidanti come è successo a me.

Dicevo, il litio. Ennesimo tentativo di mettere una pezza e trovare un po’ di serenità. Funzionerà? Speriamo. Io intanto continuo la psicoterapia che seguo incessantemente da anni, senza la quale non sarei dove sono (un ringraziamento personale al mio terapeuta è d’obbligo). Se andrà male, pazienza, si riprova. 

E forse un giorno mi sveglierò e avrò finito l’università, finalmente, e riuscirò a non avete attacchi d’ansia così di frequente. Come in passato, quando per le troppe assenze (relative al mio stato d’animo) mi hanno bocciato e ribocciato alla SCC. Ho tenuto duro, e, non senza fatica, anche rischiando la mia salute per l’eccessivo utilizzo di farmaci ansiolitici di modo che potessi rimanere a scuola senza panicare, sono riuscito ad ottenere il diploma.

Che poi non è niente di che, è un diploma di scuola superiore, ce l’hanno tutti. Ma sapete per qualcuno che è così instabile e debilitato cosa significa? Significa “ce la faccio anche io, tra migliaia di difficoltà”. Significa che ti reggi il mondo sulle spalle e le ginocchia non si spezzano. Con l’aiuto di chi mi ha capito, dato una mano, svegliato, cazziato, accarezzato, perché da solo non fai nulla. Ma comunque con le ginocchia più resistenti del mondo.

Non è un vanto, fa schifo vivere dentro me. Se non sai di cosa parlo, sei fortunato, se lo sai, ti compatisco. 

Però ecco, io domani mi sveglio e vado a prendere ‘sto minchia di litio, e spero solo vada tutto meglio.

Samuel Iembo

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