Libertà, dove sei finita?

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Domenica sera, a Villa Olmo (Como), per Parolario è arrivato un Maurizio Maggiani in splendida forma per presentare il suo ultimo titolo: «L’eterna gioventù». Il suo nuovo romanzo edito da Feltrinelli, è una storia di anarchia, una saga famigliare di sconfitti

Di generazione in generazione un Don Chisciotte dopo l’altro:«chiamateli pure perdenti, però vi ricordate chi furono i vincenti ? no. Ecco.La storia ogni tanto va fatta anche con questi occhi, la storia della famiglia Florio l’ha già scritta qualcun altro: io mi occupo di questa famiglia di ribelli, morti ammazzati e artisti…». Un romanzo di pane e rose, di ideali e morte, fame e rabbia, un romanzo di libertà. Ma ne riparleremo su Gasbook.

Qui interessano alcuni rilievi emersi dalla serata. Maurizio Maggiani, classi 1951, non vuole parlare di attualità, alla cronaca preferisce i ricordi della sua infanzia fatta di ore e ore passate attorno al tavolo di casa, quella contadina dei nonni, quando finita la cena … si raccontava, e si narrava (la sua prosa è infatti un bel pastiche di oralità contadina mischiato alla neolingua operaia). Dai ricordi ecco però due lampi.

«Me li ricordo sì, quei due compagni subito ritirati dalla prima elementare perché delle macchie erano improvvisamente comparse sul loro volto. Eccome se li ricordo … e il senso di sollievo, di liberazione, quando in classe è poi arrivato il dottore con il vaccino.» . E poi, ancora, ho un altro ricordo: «quando nell’occupazione delle università e nelle manifestazioni urlavamo «da solo sei nessuno/ insieme siamo tutto». Ed ora eccoci a fare i conti con «il corpo è mio e me lo gestisco io». Cosa è successo in questi anni alla parola libertà ? E’ stata tradita, di più: umiliata, stuprata.». Parola di Maurizio Maggiani. Anarchico. 

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