Marmitte e motori, rabbia e rumore

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Mattino, mezzogiorno e sera, prima e dopo i pasti. Ogni giorno tutti i giorni. Ma è soprattutto di notte che si possono ascoltare le prestazioni migliori, se così le vogliamo chiamare, di alcuni conducenti esaltati e vanesi che nella loro ristrettezza di pensiero sono convinti che far scoreggiare la marmitta della propria auto, o della propria moto, sia motivo di vanto e che, per dirla in gergo, faccia di loro dei gran fighi. 

La questione del rumore prodotto dal traffico stradale non è nuova. Quella di certi imbecilli che per farsi notare nutrono il bisogno irrefrenabile di sgasare, sgommare o clacsonare neppure. Il malcostume va avanti da parecchio, anche se sulla stampa si legge che, negli ultimi due anni, complice forse la pandemia, le segnalazioni dei cittadini alla Polizia sono drasticamente (o tristemente?) aumentate. 

Riuscire a pizzicare questi fanatici del colpo di marmitta però non è affatto facile. Si legge dal sito dell’Ustra (l’Ufficio federale delle strade) che, durante un normale controllo su strada, la Polizia verifica la rumorosità del veicolo posizionando un microfono a 50 cm dal tubo di scappamento. A veicolo, in moto, ma fermo. Questo perché le autopattuglie non dispongono degli strumenti tecnici adatti a misurare il rumore del veicolo in marcia, e quindi l’automobilista viene semplicemente invitato a presentarsi all’ufficio di circolazione. 

Questo significa che, se il veicolo era stato manomesso, si avrà tutto il tempo necessario per eliminare la fonte del rumore, potendo così recarsi in tutta tranquillità a Camorino. Fischiettando sereni durante il controllo. Per poi rimontare i pezzi, non appena si è di nuovo a casa, pronti per la solita uscita notturna. Pare infatti che, dal momento che le sanzioni previste non spaventano più di quel tanto, molti Toretto del Sopra e Sottoceneri, modifichino volutamente il veicolo per ottimizzare il rombo. 

E a proposito di rombo, sembra che alcuni “rumorometri” siano stati installati nelle strade maggiormente interessate da questo problema, anche se in verità vi sfido a dirmi dove ne avete visto uno. C’è qualcuno di voi che mi sa indicare dove si trovano? Su sito del Cantone si legge che, a partire dal mese di settembre 2021 (cioè dall’altro ieri), i Comuni interessati possono richiedere che questo tipo di dispositivo venga installato sul proprio territorio. E, quindi, se anche voi come me avete i nervi a fior di pelle per via del sonno molestato dalle gare di Formula 1 nelle strade che passano accanto alle vostre abitazioni, potreste scrivere per richiederne uno. O due, o venti, vista la frequenza degli scoppiettii notturni e delle inutili accelerazioni da onanismo motoristico.  

Così forse dovremmo tutti prendere esempio da Losanna che, a partire da lunedì prossimo, sarà la prima città in Svizzera ad abbassare il limite di velocità in 120 strade, portandolo nelle ore notturne a 30km/h su quasi 60 chilometri di rete urbana. Un’operazione che ha l’obiettivo di combattere l’inquinamento acustico e che durerà sette settimane. Ovviamente mi chiedo se sia davvero questa la soluzione. Perché se una testa d’uovo vuole infrangere le leggi della circolazione stradale non c’è limite di velocità o di decibel che tenga. Alla faccia dei nostri poveri timpani e del quieto vivere.

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