Massimo Suter e la “Gastrodestra”

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Una bella cenetta tra no vax, è quella che sicuramente Massimo Suter, presidente di Gastroticino, potrà offrire ai dirigenti UDC, che lo hanno accolto a braccia a perte nella loro compagine.

Dirigenti che, per farci quattro risate, sono tutti vaccinati. Vaccinati non contro il liberismo selvaggio però, che è il loro fil rouge di pensiero. Un liberismo che vede l’economia sempre al primo posto, alla faccia del contagio.

Un UDC che, seppur vaccinata in massa ai suoi vertici, strizza l’occhio ai no vax più impenitenti, quegli estremisti che sposano anche teorie assurde come il microchip col 5G, o i pedofili satanisti del gotha politico che bevono sangue di bambino, in stile Ostinelli. Scrivevo a inizio anno scorso parlando proprio di Ostinelli:

“Ma c’è di più, un “di più” che davvero lascia di stucco, quando viene riportato un suo post in cui aggredisce il candidato alla presidenza USA Joe Biden, dove gli dà del “pedofilo di merda” asserendo che fa parte di una cricca di politici e vip del potere. A questo va aggiunta la pubblicazioni di video del presidente Trump (il salvatore, secondo la teoria QAnon) postati dalla pagina “Noi con Trump”. (leggi qui sotto)

Ma lasciamo in pace Ostinelli, che nel frattempo si è ritirato dai social e parliamo nuovamente di un’UDC che in maniera ipocrita e ridicola, strilla alla dittatura in uno dei Paesi più democratici del mondo. E se non siete d’accordo provate a dire queste cose ai talebani in Afghanistan. (leggi qui sotto)

Una mentalità che aveva trovato un entusiasta sostenitore nel vice presidente di Gastrosuisse, come avevamo già rimarcato qualche tempo fa (leggi qui sotto).

Suter, della cui fede destrorsa non avevamo grandi dubbi, fa il grande salto con sorrisone a 456 denti, circondato dalla crème de la crème dell’UDC ticinese, col presidentissimo Marco Chiesa e il suo tirapiedi nostrano Piero Marchesi.

Per noi comuni cittadini cambia poco. Suter continuerà il suo impegno pro saccoccia in un partito di pro saccoccia, noi invece continueremo a vivere anche senza mangiare nel suo ristorante. Chi invece lo frequentava continuerà a farlo. Se gli va bene, diventerà un covo di no vax impenitenti che faranno diventare il suo locale un focolaio del virus, distribuito tra soufflé e timballi.

Tanti auguri a Suter per la sua avventura politico-gastronomica, un’avventura che non fa che confermare un atteggiamento intollerante e da gradasso, che ad aprile di quest’anno gli aveva fatto dire, rivolgendosi alle autorità sanitarie federali:

“Hanno obbligato la popolazione a mangiare e bere in piedi, in mezzo alla strada come degli incivili. Adesso ci si è abituati. A ogni azione c’è sempre una reazione. Se avessimo aperto i ristoranti prima, magari già sotto Pasqua, avremmo potuto occuparci noi della gestione degli spazi pubblici. Non ce l’hanno permesso. Ora se la vedano loro”.

Certo che se la vedono loro. Loro con anche gli UDC Ueli Maurer e Guy Parmelin (che è pure presidente della confederazione quest’anno), e che hanno sposato le misure contenitive anche se poi Maurer fa il furbetto con le magliette no vax. Un’enorme gastropresa per il sedere…

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