Monossido di diidrogeno: veleno legale

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Questa bufala”buona”, ricorrente e in circolazione da decenni, viene spesso usata come metodo per far capire alla gente, quanto siamo spesso influenzati senza rendercene conto. Uno scherzo che gioca con la chemofobia, ovvero l’avversione irrazionale o pregiudizio nei confronti della chimica e di tutto ciò che può definirsi chimico.

E in effetti li monossido di diidrogeno è una delle sostanze più letali in circolazione. Tutto quello che troverete qui di seguito è purtroppo vero. Noi viviamo circondati da questa sostanza e ne ingurgitiamo allegramente ogni giorno senza rendercene conto. Il monossido di diidrogeno:

• è anche noto come acido idrossile ed è il componente principale delle piogge acide.

• contribuisce all’effetto serra.

• può causare gravi ustioni.

• contribuisce all’erosione del nostro paesaggio naturale.

• accelera la corrosione e la ruggine di molti metalli.

• può causare guasti elettrici e diminuzione dell’efficacia dei freni delle automobili.

• è stato trovato in tumori asportati di pazienti oncologici terminali.

Non vi basta? Nonostante il pericolo, il monossido di diidrogeno viene spesso irresponsabilmente utilizzato:

• come solvente industriale e refrigerante.

• nelle centrali nucleari.

• nella produzione di polistirolo.

• come ignifugo.

• in molte forme di vivisezione.

• nella distribuzione dei pesticidi. Anche dopo il lavaggio, i prodotti rimangono contaminati da questa sostanza chimica.

• come additivo in alcuni “cibi spazzatura” e altri prodotti alimentari.

Il monossido di diidrogeno è però il nome che danno i chimici alla comune acqua, quella composta appunto da un atomo di ossigeno (monossido) e due di idrogeno (diidrogeno). Curiosamente, tutti gli effetti letali della sostanza sono reali (compreso l’annegamento che non fa parte della lista, anche se l’inalazione prolungata provoca il decesso certo). 

Celebre è il lavoro scolastico a questo proposito di uno studente statunitense, Nathan Zoner, che a 14 anni presentò a scuola il suo progetto di scienze che si occupava del monossido di diidrogeno. (qui nella foto Zoner un po’ più grandicello)

Monossido di diidrogeno: Il killer sconosciuto

In realtà, il lavoro di Zoner, non verteva sulla sostanza, ma sulla credulità della gente che viveva appunto in uno stato (peraltro indotto a ragione da numerose sostanze velenose realmente presenti nell’aria o nell’alimentazione) di perenne paura e rifiuto da sostanze chimiche.

Zoner espose in classe la sua ricerca e dopo la presentazione chiese ai compagni cosa si sarebbe dovuto fare: l’86% della classe chiese di bandire la sostanza dalle scuole. Nessuno o quasi si era informato esattamente su cosa fosse il monossido di diidrogeno, senza peraltro rendersi conto che il 60% dei loro corpi era proprio composto dalla letale sostanza stigmatizzata da Zoner. Questa bufala o una delle sue “succursali, continuarono a proliferare negli anni seguenti. 

Come ad esempio Nel 2006, a Louisville nel Kentucky, dove David Karem, responsabile dell’ente pubblico che gestiva il parco pubblico Waterfront, volendo dissuadere i bagnanti dall’usare una grande fontana pubblica, fece affiggere dei cartelli con la scritta: “PERICOLO! – L’ACQUA CONTIENE ALTI LIVELLI DI IDROGENO – STARE LONTANI”.

Nel febbraio 2011 invece, durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari finlandesi , una sondaggio sul consiglio di voto, (tipo lo speed vote da noi) chiedeva ai candidati se la disponibilità di “acido idrico, noto anche come monossido di diidrogeno” dovesse essere limitata. Il 49% dei candidati rispose di essere a favore della restrizione.

Roba vecchia? In questi giorni, un meme ha attirato l’attenzione dei no vax.

Inutile dire che le reazioni negative si sono sprecate, a dimostrazione che le tesi preconcette non fanno sconti a nessuno

Grandi o piccoli, americani o finlandesi, italiani o svizzeri molti, troppi di noi, non si informano assolutamente, sono partigiani di una tesi per partito preso e si coprono volontariamente di ridicolo senza rendersene conto. Ma c’è di più, anche se se ne rendono conto, è come se un velo di sicumera classe loro sulle palpebre: avere ragione non è importante, importante è avere un gruppo che ti segua e a cui ti senti di appartenere*.

Informarsi è un dovere, da fonti certe e accreditate e bisogna avere la sufficiente criticità per poter cambiare idea, ma sulla base di nozioni reali e provate e non in base alle dichiarazioni del primo scienziato “pazzo” che millanta lauree inesistenti o di “mio cugggino”.

*Ogni rimando all’attuale situazione legata ai guppi no vax è puramente casuale.

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