Norman, il poliziotto cattivo

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Norman Gobbi lo ha ripetuto almeno un paio di volte. L’ha fatto ricordando l’amico e compagno di partito Marco Borradori. Anche prendendo la parola a nome del Consiglio di Stato in occasione delle esequie funebri del sindaco di Lugano. Ma cosa vuol dire che lui è il poliziotto cattivo? E come funziona la tecnica del poliziotto buono e di un altro che invece fa il pezzo di me**a? Sì, perché, forse non tutti lo sanno, ma la tecnica del “poliziotto buono, poliziotto cattivo” è un vecchio trucchetto psicologico usato per disorientare, far crollare e confessare chi è sottoposto, suo malgrado, a un interrogatorio.

Eravamo amici, colleghi. Il mio inserimento nel Consiglio di Stato è stato più semplice grazie a lui. Eravamo diversi, anche nei gusti musicali: i suoi mostravano la sua natura romantica. Quando eravamo in Governo assieme, lui faceva il poliziotto buono e io quello cattivo“, ha raccontato il Norman al funerale. Uguali ma diversi, certo. Perché lui ascoltava i Pooh e io col cavolo. Lui era gentile, un uomo buono, ha aggiunto. Ma la stessa cosa la si può dire di Gobbi? Ma poi davvero Gobbi vorrebbe che si dicesse questo di lui?

Francamente temo proprio di no. Del resto Norman ci ha abituati a frasi ed espressioni ben più colorite. A toni ben più robusti. Quante volte lo abbiamo sentito dire di sé che era incazzato nero, furioso, con le budella che gli ribollivano per la rabbia? Come dimenticare quel “a me checcazzo me ne frega” detto fuori onda? Un lessico rivelatore non solo del suo modo di porsi. Ma di una forma che rivela anche la sostanza.

Caro Marco. Avevi un tuo modo di vedere la vita in modo romantico e anche un po’ fanciullesco.” E di sicuro né uno né l’altro è ciò che pensa di sé il poliziotto cattivo. Poliziotto che nel corso dell’interrogatoriodi solito adotta un atteggiamento aggressivo, lo fa con commenti sprezzanti, servendosi di giochetti e suscitando in generale un senso di antipatia. Un ritratto che rispecchia piuttosto fedelmente i modi di fare, l’atteggiamento a cui ci ha abituato il capo del Dipartimento delle istituzioni. 

Caro Norman ora però che il poliziotto buono, comprensivo e amichevole, colui che suscitava simpatia nell’interrogato e più in generare negli elettori leghisti e non di tutto il Ticino non c’è più, non sarebbe male se ci dessi un taglio con il giochetto e le prepotenze del poliziotto cattivo e magari iniziassi finalmente a fare ciò per cui sei stato eletto e ti si paga. Il rappresentante dello Stato. O almeno a far finta di. Smettendola di fare il sadico che si diverte un mondo a bullizzare il prossimo tuo, meglio ancora se frontaliere.

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