Quattordicenni nei fast food

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Nello Stato dell’Oregon, gli abitanti di Medford, tempo fa poco hanno iniziato la giornata con una sorpresa un po’ grottesca. Il McDonlad’s locale, ha esposto un cartello che ha scatenato ampi dibattiti sulla rete: “Da oggi si assumono anche 14 e 15enni!”

Questo succede mentre gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo critico per quanto concerne la mancanza di forza lavoro. Il numero di posti di lavoro liberi nel Paese ha raggiunto a fine agosto un livello record di 10.1 milioni, un salto di 590’000 dal dato registrato a maggio. 

McDonald’s non è l’unica catena che ha scelto di ricorrere al lavoro minorile per tappare i buchi. Cartelli simili sono comparsi in sedi di Burger King e Wendy’s, e pare che la catena di fast food texana “Layne’s Chicken Fingers” stia promuovendo adolescenti e ventenni in ruoli dirigenziali per mancanza di reclute più esperte. 

Negli USA, le leggi sul lavoro minorile variano da Stato a Stato – ed è probabilmente questa l’unica ragione per cui la pratica di assumere 14enni non è ancora universale. In Oregon ad esempio, è permesso a chi ha 14 o più anni lavorare in siti “non pericolosi”, affinché siano garantiti orari rispettosi delle esigenze scolastiche. 

A spingere queste grandi catene ad agire in questo modo è appunto una grave carenza di manodopera. Già falcidiata dalla pandemia da Covid-19, che ha causato oltre 650’000 vittime negli States, la classe lavoratrice americana si trova a subire ogni conseguenza negativa dello scellerato operato governativo negli ultimi anni. Ad esempio permettere ai proprietari immobiliari di impervesare sulla popolazione, nonostante fosse ben chiaro che i lockdown impedissero a molti di lavorare e quindi di sbarcare il lunario. 

Altro fattore pesantemente influente è stata l’incapacità di gestire, o perlomeno arginare, la pandemia. Una disinformazione rampante ha portato i negazionisti statunitensi ad avere schiere molto folte e ideali sempre più folli: l’ultima trovata è stata quella di somministrarsi l’Ivermectin, un medicinale per curare i cavalli da infestazioni di vermi. Se non mi credete, ecco il prinicipale organo governativo americano atto alla sicurezza di cibo e medicinali che intima la popolazione a non consumare questo medicamento per curare sintomi di Covid-19: 

https://www.fda.gov/consumers/consumer-updates/why-you-should-not-use-ivermectin-treat-or-prevent-covid-19

Con casi che continuano a salire, spesso e soprattutto in stati a guida repubblicana come la Florida, le scuole devono rimanere chiuse. Scuole chiuse significa bambini che devono stare a casa, e un altro grosso problema affrontato dalla popolazione è la grave carenza di servizi e nidi per la cura dei bambini, soprattutto a basso costo. 

Il tutto mentre gli imprenditori e proprietari americani combattono strenuamente per tenere i salari più bassi possibile, rendendosi molto poco attraenti per potenziali lavoratori. I working poor, già una realtà prima del covid, stanno ora diventando quasi la regola.

D’altra parte, Il 40% dei dollari in circolazione è stato stampato nel 2021. Chiunque ha studiato storia alle medie saprà che non è mai un buon segnale quando le nazioni iniziano a stampare soldi per uscire a una crisi economica. 

Altri ancora puntano il dito verso megaconglomerati come Amazon, incolpandoli di aver monopolizzato il mercato del lavoro non-qualificato. 

Fonti autorevoli come Goldman Sachs stanno tentando di arginare la preoccupazione, sostenendo che il tasso di occupazione negli USA tornerà a livelli normali entro fine 2022. Ma sebbene questa sia una buona notizia, le previsioni erano già state rosee a inizio 2020 per i cittadini americani. E invece, le cose non sono andate proprio benissimo. 

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